Oltre l'INTUIZIONE: storia e struttura del mazzo RIDER WAITE SMITH (RWS)

"Il mazzo dei RWS è stato inventato per essere intuitivo!” – “Questo mazzo nasce per la tarologia e le sue raffigurazioni dettagliate degli Arcani Minori lo confermano!” – “Per me la carta del 2 di Coppe del RWS non è positiva come sembra…dopotutto, io posso vederci quel che voglio nella raffigurazione, nessuno può correggermi!

Ultimamente, sto vedendo diversi contenuti social dove il famosissimo mazzo dei Rider Waite Smith viene fatto passare quasi per un mazzo di oracoletti insulsi, disegnati dallo sciamano new ager di turno.

Da: Tamedwild.com

Questa visione altamente DISTORTA del mazzo in questione mi ha dunque fatto venire voglia di scrivere un articolo in merito, essendo inoltre che tratteremo del mio mazzo “storico” preferito e quello che io spesso prendo in considerazione anche qui sul blog, oltre che sulle mie pagine social.

Il mazzo RWS nasce agli inizi del ‘900 in Gran Bretagna, frutto della collaborazione tra Pamela Colman Smith, illustratrice, e Arthur Edward Waite, esoterista, entrambi facenti parte dell’ambiente massonico della Golden Dawn.

Quel che sappiamo sulla sua creazione è che Pamela (detta anche Pixie: magari lo useremo come nome in questo articolo), per disegnare le 78 carte del mazzo, si rifece a diverse fonti: personaggi e paesaggi a lei conosciuti, scene di teatro, altri mazzi (soprattutto il Sola Busca per la riproduzione degli Arcani Minori) e, una delle più importanti, le DIRETTIVE DI WAITE STESSO!

Chiunque affermi che gli Arcani contenuti in questo mazzo siano nati puramente per la lettura intuitiva, infatti, IGNORA che l’ispirazione principale di Pixie per la rappresentazione degli Arcani Minori (proprio quelli per cui il mazzo è ritenuto “intuitivo”…) siano state (nella fonte parla al condizionale, ma andando avanti col testo si capisce che sia stato proprio così) delle PAROLE CHIAVE contenute nel Libro T, opera che le fu fornita da Waite e che racchiude tutti gli insegnamenti della Golden Dawn sui Tarocchi. Per quanto riguarda i Maggiori, abbiamo sia le direttive dell’Ordine che l’ispirazione palese da altri mazzi di Tarocchi precedenti.

Dal libro: "Secrets of the Waite-Smith tarot"


La carta della Stella di P.C.Smith accanto a quella dell'Etteilla del 1791, sito: mythscraft.com

Il pensiero esoterico alla base per la sua creazione era quello di Arthur Waite, il quale si rifaceva, a sua volta, al pensiero di altri grandi esoteristi interessati ai Tarocchi, tra cui Lévi, Wirth e Papus. Waite era interessato particolarmente alla Cabbalah e sosteneva che i 22 Arcani Maggiori racchiudessero i segreti della Shekhinah (la Divina Presenza dei kabbalisti) e che le carte fossero illustrazioni che guidassero ed estendessero il significato dell’Albero della Vita.

L'immagine non ci arirva da Waite, ma la inserisco per intendere, in qualche modo, il collegamento tra Tarocchi e Albero della Vita secondo il mondo esoterico britannico


Possiamo quindi sostenere che le illustrazioni del mazzo RWS si basino su delle parole chiave, legate a una certa struttura cabbalisitco-ermetica contenuta nel Libro T, che sono state fornite all’illustratrice Smith in modo tale che, anche a livello conscio o sub-conscio, lei potesse modellare le sue opere su di essa.

Il che rende ASSOLUTAMENTE FALSO il fatto che il mazzo dei Rider Waite Smith sia un mazzo dove solo l’intuizione conta, nato per essere intuitivo e, addirittura (altra cosa che ho sentito sui social), “adatto per i neofiti perchè facile da usare” (P.S. è adatto per i neofiti, e anche io lo consiglio, perchè essendo così famoso si trovano tante fonti su cui informarsi e perchè, in effetti, è molto visivo. Ma questo non lo rende più facile da usare di altri mazzi!).

 “MA SIA WAITE CHE SMITH PARLAVANO DI INTUIZIONE…QUINDI A CHI CREDERE?”

Il fatto che per leggere i Tarocchi in modo davvero completo servano anche intuizione e osservazione non è un qualcosa di nuovo e vale non solo per il mazzo RWS ma per tutti i mazzi. Ed è vero: entrambi gli autori del nostro mazzo specifico han parlato di quanto l’intuizione fosse importante per la lettura della loro opera.

Pamela Colman Smith era un’artista; dunque ovvio il fatto che per lei l’arte parlasse all’osservatore e potesse comunicare diverse sensazioni e diversi sentimenti a seconda della persona. Sicuramente parliamo di un soggetto con una pendenza più verso l’intuizione che verso l’ “accademia”.

Nell’opera “Secrets of the Waite Smith tarot” ci viene detto che Pixie ideò un proprio metodo di lettura che si basava, per l’appunto, unicamente su INTUIZIONE PERSONALE e OSSERVAZIONE delle tavolette (dando anche dei consigli su cosa concentrarsi nell’osservazione). Tutto ciò perché la nostra illustratrice ha trattato i simboli contenuti nei singoli Arcani non tanto come qualcosa di fisso bensì come un qualcosa di dotato di propria essenza, che possono essere interpretati propriamente in base alla mente che li osserva. Ma questo non significa che tali simboli siano stati inseriti a caso. Come detto prima, essi sono stati scelti in base a un modello ben preciso, ricollegandosi a ciò che i vari Arcani dovessero trasmettere alla fine.

Per quanto riguarda Waite, il discorso si complica leggermente. Questo perché è ben noto che Waite non fu mai totalmente trasparente, tant’è che nella sua opera più importante relativa al mazzo dei RWS, il “The pictorial key to the Tarot”, non rare sono citazioni a Grand Orient, ossia a se stesso (Grand Orient era un suo pseudonimo, sotto il quale scrisse diverse opere che poi trattava come più antiche) per validarsi da solo, e vi sono palesi inesattezze, come il fatto che la Croce Celtica, il famoso metodo di stesura, risalisse ai popoli celtici, cosa ovviamente non vera.

Citazione di Waite a Grand Orient che troviamo nel Pictorial Key

Nel "The Pictorial key", Waite parla moltissimo di intuizione come aspetto fondamentale per poter leggere le carte e svolgere la divinazione, sostenendo che chi ne è dotato (il famoso dono della chiaroveggenza) ha assolutamente una marcia in più rispetto a chi basa le proprie interpretazioni sull’osservazione, parlando della differenza tra l’indovinare (osservando e deducendo) e il ricevere un’intuizione dal subconscio. A tal proposito, viene detto che le nude parole dei significati sono insufficienti perchè le immagini sono come porte che si aprono su stanze inaspettate, proprio riferendo al fatto che la conoscenza “faccia fino a un certo punto”.

Tuttavia, nella stessa opera e proprio nella prefazione, ci viene anche accennato che il mazzo in questione contenga un simbolismo elevato che vada interpretato “secondo le Leggi della Grazia” più che da intuizione spacciata per divinazione.

Tale frase acquisisce un senso se andiamo a prendere la sua opera postuma, il mazzo Waite-Trinick che esce 10 anni dopo il RWS. Se, infatti, il Pictorial Key risulta criptico, non totalmente affidabile e         quasi giullarescamente contradditorio in alcune parti (vedete i due paragrafi precedenti), un po’ come tutte quelle opere “esoteriche” destinate al pubblico, dove gli iniziati, con l’intento di mantenere segrete alcune informazioni, risultano poco chiari, negli appunti relativi al W-T abbiamo degli approfondimenti, non tanto sui mazzi in loro ma sul suo pensiero in merito ai Tarocchi in generale. Qui scopriamo quel che abbiamo già detto poco sopra: secondo il VERO pensiero di Waite, tenuto segreto in un primo momento, gli Arcani sono parti di un percorso iniziatico e il loro simbolismo si rifà alla Cabbalah.

CONCLUSIONE

Nessuno nega il fatto che il mazzo RWS, se paragonato a mazzi più antichi, sia molto più dettagliato e ricco nelle raffigurazioni, cosa che aiuta nella sua interpretazione. Così come nessuno nega che l’intuizione sia importante quando si legge una stesa e che chiunque svolga divinazione debba esserne dotato (che sia di natura o ci arrivi grazie a tecniche di allenamento poco importa). Inoltre, sempre leggendo le fonti, scopriremo che Waite stesso abbia trattato il mazzo RWS un po' come un esperiemnto commerciale, senza dare significativo peso.

Ma questo non significa che il mazzo del Rider Waite Smith “non abbia regole” e non abbia una struttura che vadano conosciute e rispettate se vogliamo leggerlo e, soprattutto, se vogliamo parlare di esso a livello divulgativo.

Riconosciamo dunque, nonostante la rappresentazione dei suoi Arcani incentivi l’osservazione e favorisca l’arrivo più immediato di intuizioni, colpendoci subito, che Pamela Colman Smith, sebbene abbia potuto basarsi su un suo personale background, sia stata in parte come una “marionetta”, di cui i fili venivano mossi dal “burattinaio” Waite col suo Libro T, che la guidava esattamente nel disegnare i vari Arcani in base alla sua personale e segreta visione di ciò che i Tarocchi racchiudessero.

Ergo, per parlare di tale mazzo, prima di definirlo “banale, adatto giusto a chi sta imparando e nulla di più” o  intuitivo perché ha i disegnini sugli Arcani Minori”, dovremmo almeno conoscere i retroscena, o finiremo come coloro che vedono nella mano destra dell’Imperatore un limone al posto del globo...tanto ci posso vedere quel che voglio, no?

Abadessa Devina


FONTI UTILI: 

- "The pictorial key to the Tarot" di A.E.Waite, 1910

- "Secrets of Waite-Smith Tarot" di M. Katz e T. Goodwin, 2015

- Per il mazzo Waite-Trinick: https://mythcrafts.com/2019/05/21/a-e-waites-second-tarot-the-waite-trinick-deck/


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