NOMI e DATE DI NASCITA SERVONO DAVVERO PER LEGGERE I TAROCCHI?

Mi servono il tuo nome, quello di lui e le vostre date di nascita (e anche una foto vostra), altrimenti il consulto non esce!

Questa è una frase piuttosto popolare nel mondo social della cartomanzia, eppure…eppure forse non tutti sanno che NOMI, DATE DI NASCITA E, SOPRATTUTTO, FOTOGRAFIE NON SONO ASSOLUTAMENTE DATI INDISPENSABILI PER FARE UN CONSULTO DI CARTE!

E oggi cerchiamo proprio di fare chiarezza su ciò.

Da: Redbubble.com


LA CREDENZA MODERNA e LA CRITICA

Quando si parla con qualcuno che chiede questi dati prima di una lettura, la risposta che otteniamo è: ” perché questi dati mi servono per incanalare meglio le energie della persona che chiede”. Si parte quindi dal presupposto che nomi, date di nascita e la foto siano una sorta di testimone che ci permettono di fare la stesa, senza i quali il consulto non uscirebbe proprio perché mancando di dati “canalizzatori” risulterebbe essere un consulto generico, che va bene a X come a Y.

La critica che negli ultimi anni è stata mossa, invece, si basa in primis sul fatto che parrebbe non esistere alcuna fonte scritta relativa al gioco divinatorio con le carte che IMPONE di chiedere queste tre cose al fine di avere un consulto veritiero. Personalmente, ho letto parecchi libri sulla questione e posso confermare (assieme ad altre e altri colleghi) che mai ho trovato una fonte scritta dove si facesse il discorso fatto nel paragrafo precedente. Può quindi trattarsi di un’usanza personale, ma certamente non di una regola di gioco universale.

In secundis, per una questione di privacy: se chiedere il nome della persona che ci contatta è più una questione di conoscenza (dobbiamo comunque collaborare, quindi ci dovremo anche presentare in qualche maniera…), quando si passa alla richiesta della data di nascita e di una fotografia, si sta sempre e comunque chiedendo dei dati sensibili che rimangono in mano al cartomante di turno senza sapere che fine potrebbero fare! E purtroppo ci sono stati non rari casi dove chi chiedeva questi dati li avrebbe usati poi per minacciare ed estorcere soldi, ma qui ci torneremo in un secondo momento, onde evitare fraintendimenti.

DA DOVE NASCE QUESTA USANZA

Questo dettaglio ci è piuttosto oscuro, a dire la verità, ma ci sono almeno un paio di teorie che io sono riuscita a far saltare fuori, leggendo qualche fonte e usando la logica.

La prima potrebbe derivare dal modus operandi che è stato fatto risalire a Mille Lenormand. Mille Lenormand, come possiamo dedurre dal nome se siamo pratici di questo mondo, è la figura legata alla Sibilla Lenormand. Il blog marykgreer.com riporta infatti uno scritto risalente al 1843 di una tale Georgina Colmache, la quale descrisse la sua esperienza di consulto fatta proprio con Lenormand. In questo scritto, G.C. ci dice che la Sibilla chiese qualche dettaglio prima di iniziare il consulto, tra cui l’ETÁ, cosa che viene definita una “domanda di consuetudine”. [1]



Da ciò deduciamo dunque che era forse normale, per i cartomanti dell’epoca, chiede l’età al consultante. Tuttavia, ripeto, stiamo parlando di età, non di data di nascita e se per qualcuno questo non ha importanza per noi la ha eccome! Innanzitutto per farci capire che alla Sibilla non importava la data di nascita in sé: qui, ergo, tutto il discorso sulla data come ”canalizzatrice di energia” cade già in partenza; in secondo luogo, se andassimo avanti a leggere l’articolo menzionato sopra, scopriremmo che l’età è solo UNO dei dati che Mille Lenormand chiedeva ai suoi consultanti, assieme all’animale e al fiore preferito. E qui ci tocca chiederci, dunque: perché chiedeva queste informazioni?

Forse non tutti sanno che esiste un meccanismo chiamato “cold reading”, che ci permette, in base a dei dati superficiali, di individuare una grande quantità di informazioni. L’età, per esempio, è uno di quei dati superficiali che ci permette di inquadrare già la persona che abbiamo di fronte, così come lo possono essere le preferenze personali , come quella di un fiore o di un animale specifico (ad esempio, una persona che ama i cagnolini è generalmente una persona affettuosa, che ama la compagnia, tendenzialmente fedele, così come una persona che ama le margherite potrebbe essere una persona semplice e pura, senza troppe pretese).

Portato alla luce questa tecnica di mentalismo e facendo 1+1 non ci verrà difficile rispondere al nostro quesito: Mille Lenormand faceva queste domande per avere un quadro di partenza circa il suo consultante e adattare, di conseguenza, la stesa nel modo più dettagliato possibile alla persona che aveva di fronte. Questo fa di Mille Lenormand una ciarlatana? No, così come chiedere la data di nascita per lo stesso motivo non fa del cartomante di turno un truffatore. La tecnica “cold reading”, infatti, non è un qualcosa di totalmente negativo, se sappiamo riconoscerla e se il cartomante in questione è “onesto”. Dopotutto, uno dei fini del cartomante è quello di svolgere una lettura quanto più dettagliata e aiutare anche il consultante e se queste informazioni lo aiutano, tanto meglio! Il problema sorge quando il cartomante, usando questa tecnica mentalista, si spaccia per sensitivo, come quello che “senza conoscerti, senza alcun indizio, sa dirti tutto su di te” perché è vero che chi attua cold reading non ti conosce, ma è anche vero che non si tratta di sensitività bensì più di psicologia e prontezza mentale.



La seconda teoria è legata all’influenza che ha avuto la cartomanzia televisiva sul pubblico. Sicuramente qualcuno ricorderà i famosi cartomanti-astrologi che facevano i loro spettacolini televisivi, di cui alcuni chiedevano la data di nascita e, spesso, anche il luogo di provenienza dello spettatore che chiamava. Anche qui, esistevano due motivi prettamente banali per cui ciò probabilmente accadeva e nessuno dei due relativi a una potenziale “canalizzazione energetica”: il primo, per cui veniva chiesta la data, era per fare una lettura spiccia astrologica, individuando il segno zodiacale del/dei consultanti. Il secondo, riprendendo il discorso fatto prima, per una semplice “cold reading”, again…il luogo di provenienza è, infatti, un altro dettaglio che può dirci molto della persona poiché spesso influenza la nostra visione del mondo, la nostra educazione, la nostra indole e le nostre condizioni socio-economiche. Sull’età, ovviamente, non mi esprimerò, perché abbiamo già visto tutto, e anche su segno zodiacale credo non ci sia molto da dire: sappiamo perfettamente che in base alle descrizioni spicce di ogni segno possiamo dire qualcosa sulla persona che ne è influenzata.

La terza teoria (e finale) è quella per cui è stato adottato lo stesso principio che si segue quando si fanno certi rituali o incantesimi, per cui si ha bisogno di un testimone per agire sulla persona. È possibile che chi magari si cimenta sia con la lettura delle carte che con la ritualistica abbia pensato che si potesse sfruttare il principio della simpatia anche per la cartomanzia.

 

DIATRIBE ed ESPERIENZE PERSONALI

Come scritto in precedenza, la questione ha portato a diverse critiche che sono state giustificate in diverse maniere ma la domanda che ci poniamo ora è: perché si è arrivati alla critica se ognuno può avere le proprie credenze e usanze senza alcun problema?

Semplicemente perché questa critica deriva proprio dal fatto di considerare la richiesta di questi dati come se fosse obbligatoria. Affermare generalmente che “senza questi dati la stesa non esce”, come fanno in molti, potrebbe portare le persone a pensare che IN QUALSIASI CASO sia così e ciò influenzerebbe sia i consultanti, che si sentono in obbligo di dare questi dati privati, sia i potenziali futuri cartomanti, che nonostante (ripeto) ciò non stia scritto da nessuna parte, impareranno che la richiesta di tali dati sia una regola. Infine, potrebbe mettere in cattiva luce chi questi dati non li chiede, facendoli passare come dei ciarlatani che non sanno svolgere un consulto.

Eppure (ripetendo per la terza volta) oltre che non essere una regola di gioco scritta in alcun libro serio di cartomanzia, per esperienza posso anche confermare che non sia vero che senza questi dati la stesa non esca! Ci sono state diverse occasioni in cui, infatti, mi è capitato di fare stese per conto di amici su terze persone senza sapere NULLA di queste, né il nome, né l’età/data di nascita, né che faccia avessero, ricevendo comunque delle conferme in lettura, e come è accaduto a me, ciò è accaduto a molti altri cartomanti. Quindi, detto ciò, capiamo che la richiesta di dati per svolgere la stesa non sia una regola, che chi non li chiede (così come chi li chiede) non per forza è un cialtrone e che, esattamente come per molte altre cose, questa sia una semplice usanza che alcuni portano avanti per qualsivoglia motivo.

 

I RISCHI SULL’ UTILIZZO DEI NOSTRI DATI PERSONALI e TRUFFE RELATIVE

Altra questione spinosa che si lega alla richiesta e conseguente erogazione di dati personali e sensibili come questi è quella della presunta legittimità di tale e le truffe.

PREMESSA! È chiaro che qui parliamo maggiormente di attività NON REGOLARI! Ci tengo a precisarlo perché purtroppo l’eccessiva messa in guardia dal dare i propri dati personali ha portato a conseguente eccessiva malfidenza, anche verso chi li chiedeva semplicemente per poter emettere fattura. È chiaro che qui non si tratti, comunque, di date di nascita e di fotografie (inutili per fini fiscali) ma è bene sapere che ci sono dati che, in questo contesto, vengono richiesti per obbligo di legge. Questo si ricollega anche al fatto che i cartomanti seri debbano essere in regola, poiché la messa a regola garantisce anche la tutela del consultante in caso i dati vengano usati per altri fini.

Chiarito ciò, è però innegabile dire che alcune persone si siano trovate in situazioni scomode dopo aver dato queste informazioni al truffa-fuffa di turno e questo dovrebbe farci riflettere…tempo fa ho visto il video denuncia di una ragazza che aveva accettato un consulto gratuito da parte di una persona sconosciuta. Questa “cartomante” si era fatta dare le date di nascita e le fotografie dalla consultante per “poter svolgere la stesa”. Tuttavia, dopo averle fatto la solita previsione farlocca (“vedo che hai un malocchio che va tolto!”), questa persona le ha chiesto dei soldi per poter svolgere un lavoro di ritualistica e toglierle delle presunte energie negative. Al rifiuto categorico della ragazza che, ovviamente, aveva accettato il consulto proprio perché pubblicizzato come gratuito quindi di soldi da spendere non ne aveva, la truffatrice ha pensato bene di minacciarla, dicendole che aveva tutti i suoi dati e che avrebbe proseguito col farle una fattura, mandandole anche la foto di un simil rituale di magia nera dove la fotografia precedentemente inviatale dalla consultante bruciava attorniata da alcune candele.

Da: unmondoditaliani.com

Questa situazione non è l’unica né rappresenta l’unico modo in cui i dati vengono usati per scopi malevoli: sono state sentite anche storie in cui la persona chiedeva magari per un terzo, dando i suoi dati, e rifiutandosi di pagare l’”operatore” venir poi minacciata di dire tutto a quella terza persona coinvolta. O, ancora, dove i dati precedentemente forniti ai cartomanti (qui parliamo anche di confidenze fatte durante il consulto) venissero riusati in un secondo momento per offrire servizi a pagamento “adatti alle loro esigenze”, senza che ciò fosse stato richiesto (quando un cartomante è abilitato nel conservare i nostri dati o far leva sulle nostre debolezze per guadagnare ulteriormente?).

Come possiamo dunque dedurre, uno dei motivi principali per cui si è iniziato a parlare di questo problema non è per danneggiare chi, in modo regolare o per una scelta personale, chiede alcune informazioni private, ma perché questi casi di truffa con minaccia/intenti di guadagno poco ortodossi a seguito sono più frequenti di quel che in realtà si potrebbe pensare e chi dice il contrario è perché, evidentemente, non è conscio di cosa si possa trovare in internet.

 

QUALI SONO I CASI IN CUI, INVECE, I DATI POTREBBERO ESSERE CHIESTI PER UNA GIUSTA CAUSA

Come già menzionato, se un operatore in regola richiede dei dati potrebbe essere per fini fiscali e quindi andrebbero forniti. Ci sono inoltre alcuni casi dove, a fini di gioco divinatorio o di consulto, si potrebbe richiedere la data di nascita o il nome, ad esempio quando si tratta di consulti numerologici per cui si deve calcolare il numero complessivo di nascita, oppure in caso di consulto astrologico per la creazione del tema natale.

Quello che però solitamente non ha senso di essere chiesto sono fotografie personali, a meno che non si tratti di consulti di qualche pratica recente/new age a me non nota.


CONCLUSIONI

So che probabilmente vi siete trovati a leggere un articolo più lungo di quel che vi sareste aspettati a riguardo di un argomento del genere, ma credo che questo sia potuto servire ad analizzare, una volta per tutte, la questione “nomi, date e foto”, senza lasciare più alcun dubbio e possibilità di travisare e capire cose errate con conseguenti accuse di scarsa elasticità. Quindi, in conclusione, questi dati servono? Direi che dipende da caso a caso: ci sono operatori che li chiedono, così come operatori che non ne necessitano per una varia serie di ragioni. Quello che è importante sapere è che sono sempre e comunque dati personali, quindi in assenza di bisogni fiscali, se vi vengono richiesti e non vi sentite a vostro agio dandoli potete tranquillamente cercare un operatore che non ve li richiede. Ulteriore cosa da tenere in conto è la mole di truffatori che ultimamente impestano il mondo della cartomanzia e dell’esoterismo: si ricorda dunque sempre di fare attenzione a chi ci si rivolge e considerare l’effettiva competenza di queste persone.

Abadessa Devina


[1] https://marykgreer.com/2013/07/13/a-curious-account-of-a-reading-with-mlle-lenormand-by-g-c/


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