Tarocchi e LETTERE EBRAICHE: il collegamento

Quando iniziamo a studiare i Tarocchi in maniera più approfondita, ci accorgeremo che i significati non si limitano solo ai libretti o a quelli popolari, bensì che si basino anche su una serie di correlazioni esoteriche fatte da coloro che oggi ci han permesso di avere questo magnifico mezzo divinatorio a disposizione.

Una delle correlazioni più lampanti, soprattutto in alcuni mazzi come quello di Osvald Wirth, è quello con l’aleph-bet, l’ALFABETO EBRAICO. Ho deciso di dare il via a questa sezione “Tarocchi e correlazioni” forse con quella più complessa (sia da spiegare che da capire) e sarà una bella sfida cercare di fare stare tutto in maniera comprensibile su un post di blog, ma io ci proverò e voi provate, allo stesso tempo, ad avere pazienza e ad aprire la mente.

Il mazzo di Wirth: si può notare come ai piedi di ogni Arcano, accanto al nome, vi sia una delle lettere ebraiche.

PERCHÈ L’ALEPH-BET?

Ma perché questa correlazione con l’alfabeto ebraico? Significa che i Tarocchi sono davvero di derivazione ebraica?

Nonostante non ci siano conferme certe, nonostante ci siano, di contro, persone ebree e studiose della Torah e della Kabbalah che affermano che i Tarocchi costudiscano un sapere ebraico, possiamo affermare abbastanza con certezza che i Tarocchi non siano di tale derivazione (per approfondire meglio, consiglio sia il mio articolo sull’origine storica dei Tarocchi sia questo articolo: https://jewitches.com/blogs/blog/the-jewish-history-of-tarot; è in inglese ma spiega tutto), quindi non è per questo motivo, MA

Ma è vero che quando i Tarocchi iniziarono ad attirare l’interesse di certi esoteristi (prima con A. Court Dé Gebelin ma, soprattutto, con Eliphas Lévi), si insinuò in essi il pensiero che in qualche modo potessero essere collegabili alla Kabbalah ebraica. Levi pensava che i Tarocchi fossero una “clavicola universale”, che contenesse tutte le scienze, le cui combinazioni possono risolvere tutti i problemi, chiave di tutte le profezie e tutti i dogmi, seguendo gli studi di Gullaume Postel, “illuminato ebraista e cabalista” del XVI Secolo (nota doverosa: Postel non era né ebreo né kabbalista, nonostante conoscesse l'ebraico e avesse tradotto lo Zohar; questa affermazione si legge sull'opera "Il tarocco restituito e spiegato da E. Lévi" e io l'ho riportata fedelmente). Svolgendo delle riflessioni sia sul pensiero di Postel che di Dé Gebelin (colui che associava i Tarocchi alla sapienza egizia ma anche a quello ebraico, per chi non sapesse), si arrivò al pensiero che il Tarocco fosse un libro contenente saperi che in parte sono contenuti anche nello Zohar, (il Libro dello Splendore dei kabbalisti) dove, ovviamente, l’alfabeto ebraico gioca ruolo fondamentale, nonché nel Sefer Yezirah, il Libro della Creazione, dove viene espressamente scritto che la creazione/emanazione di tutto ciò che esiste è stata possibile solo tramite l’uso delle lettere ebraiche.

Ritratto di Postel, preso da Wikipedia. Postel è stato un umanista ed esoterista, sul quale pensiero si basano alcune teorie di Lévi. 

Lévi inizia quindi a porre l’accento sull’associazione tra le lettere ebraiche agli Arcani dei Tarocchi, essendo entrambi numerati 22 ed essendo che ogni lettera ebraica corrisponda anche a una cifra numerica; da qui anche i suoi successori fecero lo stesso (ed ecco perché sui Tarocchi di Wirth troviamo scritte le lettere ebraiche corrispondenti).

LA DIFFERENZA TRA LE VARIE CORRENTI DI PENSIERO

Il “problema” che si palesa quando parliamo di Tarocchi e correlazioni è che non per tutti è lo stesso. Con questo intendo che non tutti i creatori di mazzi di Tarocchi (e tutti i tarologi/gli studiosi) vedono le cose nella stessa maniera. Noi sopra abbiamo parlato di Lévi e di Wirth, che mantengono gli stessi collegamenti tra Arcani e Aleph-bet. Ma quando andiamo a guardare il mazzo postumo dei Rider Waite Smith e le correlazioni fatte da Arthur Waite, troviamo delle differenze, a partire dal fatto che Aleph, la prima lettera ebraica, sia associata al Matto e non più al Mago, come lo era per Lévi/Wirth.


Esiste, tra i due, un sistema migliore dell’altro? Assolutamente no (esiste, magari, un sistema con cui noi ci troviamo personalmente più affini), né quello “levita” né quello “waitiano” sono totalmente giusti o sbagliati: entrambi sono giusti, secondo la logica che è stata applicata nel loro rispettivo contesto; entrambi sono sbagliati, a partire dal fatto che di ciò che è la Kabbalah ebraica vennero ripresi solo e unicamente gli aspetti che “facevano comodo”, mentre altri sono stati o totalmente abbandonati o distorti.

PICCOLO DISCLAIMER! Lévi e Waite non sono stati gli unici a riprendere il discorso “aleph-bet + Tarocchi”! Abbiamo già menzionato Wirth, ma potremmo menzionare anche Crowley, nel contesto britannico e, come visto prima, antecedente a Lévi addirittura Dé Gebelin, anche se è un qualcosa che pochi sanno. Io mi rifaccio a Lévi e Waite per una questione di comodità e perché, bene o male, i loro successori hanno comunque ripreso (nonostante alcune differenze) il pensiero “mainstream” di questi due.

LE ASSOCIAZIONI FATTE TRA LETTERE EBRAICHE E TAROCCHI

Come scritto sopra, l’aleph-bet sta, secondo il Sefer Yezirah, alla base della Creazione di tutto ciò che esiste. Esso è composto (come già noto) da 22 lettere, che si suddividono in 3 lettere Madri (aleph, mem, shin), sette lettere Doppie (bet, gimel, dalet, kaf, peh, resh, tav) e 12 lettere Semplici (he, vav, zeyn, het, teth, yud, lamed, nun, samech, ayin, tzadik e qof).

Queste lettere, in base alla loro categoria di appartenenza, sono correlate a diverse “cose”.  Non tutte sono importanti per il nostro discorso, quindi non andremo a elencare tutto (anche se tra le fonti vi lascio qualcosa per approfondire): andremo solo a fare un elenco di ciò che è stato effettivamente ripreso nell’ambito tarologico, più o meno fedelmente.

Immagine da: Etsy.com

1)      NUMERAZIONE

Ogni lettera dell’alfabeto ebraico corrisponde a un valore numerico e a un valore ghematrico. La ghematria, per chi non sapesse, è una forma di numerologia ebraica/kabbalistica che assegna alle lettere e alle parole dei valori numerici e che mostra come parole con valore uguale siano sempre collegate. Aleph, la prima lettera, corrisponde a un valore numerico e ghematrico 1 e così via fino alla decima lettera, la Yud. Dopo la Yud, ogni lettera corrisponde a un valore numerico da 11 a 22 e a un valore ghematrico dal 20 (Kaf) al 400 (Tav). Questo metodo di classificazione è stato ripreso fedelmente da Eliphas Lévi, per cui Aleph corrisponde al primo Arcano Maggiore, il Bagatto, arrivando al Mondo che corrisponde a Tav. Per svolgere queste associazioni, Lévi classificò il Matto come Arcano senza Numero, facendolo corrispondere non all’ultima lettera bensì alla penultima (Shin). Waite, invece, partì a dare numerazione ebraica dal Matto, facendo si che esso fosse associato ad Aleph e, di conseguenza, associando l’Arcano I (il Mago) a Bet, la seconda lettera, arrivando al Mondo che coincide (come per Lévi) a Tav, l’ultima lettera.

Già qui possiamo notare una differenza tra i due sistemi: solo l’Arcano del Mondo corrisponde alla stessa lettera, mentre gli altri Arcani sono numerati in modo diverso.

2)      PIANETI

Le 7 lettere doppie corrispondono ai pianeti del nostro sistema: Bet corrisponde a Saturno, Gimel a Giove, Dalet a Marte, Kaf al Sole, Peh è Venere, Resh Mercurio e Tav la Luna. In realtà, queste correlazioni non sono state prese un granchè in considerazione, o per lo meno non in modo corretto. Dalla mia fonte, sembrerebbe che Lévi non le abbia proprio considerate (o se lo ha fatto, è evidentemente stata una cosa marginale), mentre Waite sì ma non in questo modo: se analizziamo l’Arcano I (il Mago), scopriamo che esso sia legato al pianeta Mercurio nel sistema Golden Dawn. Come detto sopra, però, la sua lettera corrispondente è Bet, che secondo il Sefer Yezirah corrisponde al pianeta Saturno. Eppure esistono fonti che dicono che la lettera Bet è stata, nel suddetto sistema, associata liberamente al pianeta Mercurio. In questo modo coinciderebbe con l’Arcano in questione, ma se vi fosse questo pensiero alla base, è bene sapere che potrebbe essere stata una ripresa/distorsione in chiave ermetica.

3)      SEGNI ZODIACALI

Oltre che i pianeti, abbiamo anche i 12 segni dello zodiaco, che corrispondono a ciascuna delle 12 lettere semplici. Anche qui, possiamo dedurre che Lévi non considerò particolarmente queste correlazioni ma il sistema RWS assolutamente sì! E se prima abbiamo avuto un caso di distorsione, per quanto riguarda lo zodiaco Waite si attenne fedelmente alle indicazioni del Sefer Yezirah, partendo dalla lettera He, corrispondente all’Arcano IV (Imperatore) e al segno dell’Ariete, finendo con Qof, corrispondente all’Arcano XVIII (Luna) e al segno dei Pesci. Sui segni zodiacali, in ogni caso, non mi dilungherò oltre perché, nonostante questo inizi già a spiegare parecchie cose, porterò un post più mirato circa le correlazioni varie.

4)      I SIGNIFICATI e i PRINCIPI

Ogni lettera dell’alfabeto ebraico, in fine, è associata a dei significati, sia simbolici (in base a come sono composte le lettere significano qualcosa), sia perché la loro pronuncia è simile a quella di parole simili, sia perché ghematricamente hanno un valore uguale a quello di altre parole. I significati per ciascuna delle 22 lettere sono numerosi e sicuramente non andremo ad analizzarli tutti, ma è bene menzionarlo e fare qualche esempio perché sia Lévi che Waite li han presi in considerazione o, addirittura, dobbiamo noi prenderli in considerazione per capire anche le incongruenze che questi sistemi ci offrono.

Prendiamo sempre ad esempio la prima lettera, Aleph: analizzando la sua forma, noteremo che essa è composta da una vav e due yud (א). Ciò rappresenta, innanzitutto, l’unione (l’Unità, visto anche il suo valore, 1) tra il Divino e la Materia (le due yud, che sembrano delle braccia puntate una verso l’alto e una verso il basso) tramite l’uomo, che funge da canalizzatore delle energie (nella lettera, la vav centrale). Tuttavia, forse non tutti sanno che l’alfabeto ebraico si sviluppa dal più antico fenicio e il geroglifico che è stato poi ripreso come Aleph aveva la forma di un bovino: per questo, uno dei suoi significati è “toro”. Altro significato si collega alla parola assonante “aluf”, padrone: è D-o, padrone e creatore dell’universo, da cui tutto si genera. Non scordiamo, inoltre, che è una lettera madre e che corrisponde all’elemento dell’Aria e il suo collegamento con le parti del corpo (testa e busto).

Se prendiamo l’associazione fatta da E. Lévi con l’Arcano del Mago, quel che egli riprende da tutto ciò sono sia il concetto di Unità dei vari piani (questa lettera, che sembra, come già detto, avere due braccia che indicano Sopra e Sotto) ma anche il valore ghematrico: Aleph corrisponde a 1, ma se prendiamo il valore delle due yud (10x2=20) e della vav (6) che la compongono, assume valore 26, lo stesso valore del Tetragramma Sacro (yud+he+vav+he), rimarcando il concetto di D-o come unico e solo Principio e Padrone di tutto ciò che esiste.

Waite, invece, associa al Matto, riprendendo innanzitutto il collegamento della lettera madre al suo elemento (aria), che è lo stesso associato all’Arcano in questione, ed in secondo luogo il significato fenicio di “toro”. Il toro, nelle civiltà pagane antiche, era simbolo di fertilità è di potere generativo, esattamente come possiamo considerare l’Arcano che precede il primo Arcano Maggiore, che esiste prima di ciò che esiste e ne dà, in qualche modo, il via. La correlazione, poi, con la parte del corpo petto e il fatto che sia una lettera muta ha fatto pensare a quel silenzio in cui nascono e terminano tutte le cose, a quel respiro che precede la parola o che la strozza, che con il Matto (Arcano 0) si sposa perfettamente, essendo la carta che apre e, al contempo, chiude la ruota dei Maggiori.

Questo ragionamento si può applicare a tutti gli Arcani di entrambi i sistemi: come vediamo, non esiste un sistema migliore di un altro, perché ognuno dei due riprende ciò che della Kabbalah e del sapere ebraico si adatta alla propria visione.

Ma se in questo caso tutto combacia, sappiate che non sempre è così!

Prendendo l’Arcano XIX, il Sole, e andando a leggere sulle fonti, scopriremo che da entrambe le parti ci sono delle incongruenze: Lévi associa questo Arcano, per un discorso di ordine numerico, alla lettera numero 19 (valore ghematrico: 100), Qof, che è una delle lettere “impure” secondo lo Zohar, perché rappresenta, per sua struttura, dissacralità, qualcosa di eretico ed azioni malevole, oltre che essere legata alla morte e al freddo. Eppure, secondo Lévi, essa sarebbe “il principe del cielo, la testa, il Sole” e quella luminosità che è fuori di noi e che ci abbaglia, nascondendo ai nostri occhi il Divino.

Waite, invece, lega lo stesso Arcano alla lettera Resh, che già è più sensato, in quanto significa “testa” e il Sole è, effettivamente, il luminare che regna su di noi, ma anche qui ci sono delle incongruenze, come il fatto che Resh non corrisponda al Sole ma al pianeta Mercurio.

 


 RIFLESSIONI FINALI

Come possiamo notare, secondo le due scuole di pensiero esaminate, intercorrono delle differenze. Per quanto riguarda Lévi è piuttosto innegabile il fatto che sia quasi unicamente una corrispondenza numerica:  è vero, alcuni significati delle lettere coincidono con la raffigurazione della carta (ad esempio, la lettera Aleph che abbiamo esaminato), ma a mio avviso, a un certo punto, si perde il vero significato della lettera e ci si “sforza” di trovare una correlazione (come visto, la lettera qof vista da un punto di vista “levita”, ad esempio, si stravolge completamente e perde il suo reale significato ebraico, probabilmente seguendo qualche correlazione ermetica).

Guardando a quelle fatte da Waite e dalla Golden Dawn, sembra che significati e correlazioni siano quasi più “logici”, tant’è che Waite stesso mosse una mezza critica a Lévi, simile a quel che abbiamo detto noi sopra . Qui non si tratta più di fare coincidere il numero o il significato ghematrico con l’Arcano, bensì di associare l’Arcano TOT a uno dei percorsi dell’Albero della Vita, di conseguenza a una delle lettere, adattando il tutto alla visione stessa dell’Ordine, sia dei Tarocchi sia della Kabbalah (notiamo che non siano in un ordine fisso e si adattino ai loro bisogni guardando, ad esempio, all’Imperatore: la Golden Dawn lo associa alla lettera He, ma Crowley, che fece parte dell’Ordine temporaneamente, la associa a Tzadik per una serie di SUE personali motivazioni…del resto non è raro che nell’ambiente esoterico britannico molte cose venissero fatte per “ragioni” personali dei componenti degli ordini, ma magari, di altri casi del genere, ne parleremo più avanti).

Qualunque sia la motivazione di tali correlazioni, sono entrambi sistemi più che validi, ovviamente, un po’ come sono validi sia il mazzo di Lévi, che quello di Wirth che quello RWS allo stesso modo, nonostante ognuno possa avere delle preferenze e delle conoscenze più profonde rispetto ad uno piuttosto che ad un altro. Personalmente, se volete saperlo, io non ho preferenze particolari al 100%, tuttavia, laddove ci sono Arcani in cui vedo chiaramente entrambe le associazioni (ad esempio, per me il Matto si sposa perfettamente sia con Shin che con Aleph ed Aleph perfettamente sia con il Matto che con il Mago), ce ne sono altre dove ciò accade meno (come detto prima, la correlazione tra Qof e l’Arcano del Sole per me non ha alcun senso logico e preferisco la correlazione GD, mentre Teth per me ha molto più senso associata all’Eremita che alla Forza…), quindi tendo ad avere un mio sistema e pensiero personale.

Voi cosa ne pensate? Conoscevate già queste correlazioni?

Abadessa Devina


Fonti:

-          Per le analisi sulle correlazioni di Eliphas Lévi: “Il tarocco restituito e spiegato da Eliphas Lévi

-          Per le analisi sulle correlazioni del RWS: “Decoding esoteric symbolism in modern Tarot: Tarot Deciphered” di T.S. Chang, M.M. Meleen

-          Il significato della lettera Aleph è tratto dal sito: Chabad.org, “Letters of light – the meaning of the Hebrew alphabet by Rabbi Aaron L. Raskin

-          La suddivisione delle lettere e i loro collegamenti con i pianeti, le parti del corpo, i segni zodiacali derivano da: Sefer Yezirah – il libro della Creazione, con commento di Saadia

-          E dal sito: https://beithazohar.com/en/the-representation-of-the-human-body-in-the-sefer-yetzirah-jean-baumamagarten/

-          La critica che mosse Waite a Levi si trova in: “The Great Symbols of the Tarot by Arthur Edward Waite” Published in The Occult Review, January February 1926; ppl 1-19

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