Tarocchi "con le scritte", tra vantaggi e controversie
Quasi tutti hanno sicuramente presente quei Tarocchi, chiamati in gergo, “con le scritte”. Trattasi di quei mazzi di carte dove abbiamo la rappresentazione tipica del Rider Waite Smith con scritti i significati più basici sui due lati (dritto e rovescio), il segno zodiacale e il “sì e no” su ogni carta.
Però non tutti sanno (evidentemente, dall’uso che ne fanno) quale sia il vero nome di questi mazzi. Di fatti, andando a cercare su internet, li troveremo sotto il nome di LEARNING TAROT CARDS, tradotto in italiano “Carte dei Tarocchi per l’apprendimento”.
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| Eccole qui! Leggendo sul mazzo vedremo proprio scritto il nome |
Questi mazzi di carte nascono relativamente in tempi moderni come una sorta di mix tra i Tarocchi, intesi come le carte raffigurate, e il libretto per le istruzioni che di norma si trova in ogni mazzo, rendendo apparentemente l’apprendimento più immediato, poiché chi li utilizza, al posto di dover ogni volta aprire il libretto e cercare il significato di ogni Arcano, dovrà limitarsi a leggere quel che c’è scritto direttamente sulle carte che escono in stesa.
“Wow, che genialata! Sicuramente sono un validissimo strumento per chi è interessato a imparare a leggere le carte!”.
Sì, l’ho pensato anche io…finchè non ho visto il modo ERRATO in cui molti lo utilizzano! Ed ecco che oggi parleremo proprio di ciò, tra limiti e figure imbarazzanti.
DAVVERO SONO COSĺ UTILI PER L’APPRENDIMENTO?
Come ho appena scritto, queste carte prendono un po’ due piccioni con una fava e non offrono un metodo di apprendimento tanto differente da quello “classico”, dove si consiglia, per imparare bene i significati agli inizi, di consultare i librettini di accompagnamento. Quindi, da una parte, potremmo dire che possono anche risultare utili per chi è davvero alle primissime armi (senza contare il fatto che riprendono un po’ anche il modus operandi di certi cartomanti delle vecchie generazioni: infatti, alcune persone usavano in passato scrivere sulle carte alcuni significati base proprio per ricordarseli).
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| Esempio di un mio mazzo, su cui il precedente proprietario ha scritto i significati |
Tuttavia, altra cosa che di solito viene consigliata è quella di, a una certa, “spiccare il volo”. Con questa frase intendo che presto o tardi, se davvero vogliamo diventare bravi cartomanti, il libretto toccherà accantonarlo pian piano e dovremo iniziare sia, ormai, a memorizzare i significati standard, ma anche ad utilizzare la nostra personale intuizione, oltre che, se proprio vogliamo approfondire oltre, magari andare a ricercare su altri libri e fonti che possano darci significati anche diversi e più variegati rispetto ai soliti 2/3 che troviamo in questi libretti.
E qui appare il primo, grosso limite di questi tipi di mazzi: purtroppo, infatti, io credo che avere un mazzo dove su ogni singola carta ci siano scritti i significati non incentivi minimamente a fare questo passo, rendendoci di base pigri e pensando che la gamma di significati che troviamo stampati su queste carte siano sia sufficienti per poterle interpretare al meglio che le uniche cose su cui dobbiamo basare la nostra interpretazione.
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| Esempio dell'Arcano della Luna di uno di questi mazzi, preso da eBay: come vedete c'è tutto quindi perchè voler andare oltre? |
Una soluzione potrebbe essere quella di avere, ad esempio, due mazzi, quello con le scritte e quello RWS senza, in modo che si possa iniziare lentamente a fare uno switch. Tempo fa, ho trovato in casa mia un cofanetto del 2001 con questo tipo di concept offerto sui Tarocchi di Wirth: nel cofanetto c’erano, oltre che il libretto esplicativo, due mazzi di Arcani Maggiori, uno con le scritte e l’altro “nudo”, proprio perché, come appena scritto, l’aspirante cartomante deve, prima o poi, staccarsi dal seno materno e iniziare a usare vere e proprie carte, che non siano quelle di apprendimento.
Altro problema si presenta dal momento che su queste carte non sono scritte solo delle paroline chiave: sono scritti un elenco di significati che possono, addirittura, confondere il neofita, che si ritroverà altamente confuso sul quale sia quello da applicare nella stesa che sta svolgendo. Vero, un problema che si applica anche a libri e libretti, ma qui parliamo comunque di carte che dovrebbero aiutare e, invece, rischiano di sortire l’effetto contrario, causando ancora più confusione.
Direi quindi che SNĺ, questi tipi di mazzi possono, in qualche modo, rappresentare un aiuto per chi è davvero neofita del campo ma sono anche rischiosi, proprio perché non invogliano ad andare oltre quel che ci offrono e perché, al contempo, ci offrono forse “troppo” in modo un po’ buttato lì, senza realmente darci una linea guida.
E come faccio a sapere ciò?
Un po’ per intuizione (e perché conosco sia il mazzo in questione sia la mentalità di un potenziale cartomante alle prime armi in questo periodo sia quella di uno studente che non ha reale passione), un po’ perché PURTROPPO mi capita di vedere questi mazzi anche in mano a persone che sui social offrono consulti a pagamento in live! Cosa che ci fa capire che queste persone non siano mai passate allo step di approfondimento e che, addirittura, risulta essere imbarazzante ai massimi livelli storici!
“Eh vabbè, ma cosa c’è di male?? Ognuno può usare il mazzo che ne ha voglia!”
MA SI POSSONO USARE QUESTE CARTE PER OFFRIRE CONSULTI AL PUBBLICO?
C’è di male che se ci mettiamo a VENDERE dei consulti, è perché evidentemente ci riteniamo sufficientemente preparati per farlo. Ed essere pronto a vendere consulti significa, quanto meno, avere anni di studio e pratica alle spalle. Altrimenti cosa facciamo pagare?? Una performance dove buttiamo giù due carte e leggiamo quel che c’è scritto su di esse? Così siamo capaci tutti e a sto punto consiglierei a chi paga queste “cartomanti” di comprarsi direttamente il mazzo in questione e farsi le carte da soli! Sicuramente risparmierebbero ed eviterebbero di pagare cialtroni.
C’è di male che se io uso questi mazzi, dove PALESEMENTE leggo i significati, non posso dire di avere un “dono di canalizzazione della dote divinatoria”, perché usando questo mazzo non si sta svolgendo divinazione! Si sta mettendo qualche carta sul tavolo dove ci limiteremo a leggere quel che vediamo scritto. Ripeto: anche Gianni il salumiere sotto casa, così facendo, potrebbe diventare veggente e sensitivo da un giorno all’altro!
Ma ancora peggio, c’è di male che, pur avendo carte piene zeppe di scritte, spesse volte chi le usa non sa proprio le basi di come si svolge una stesa! Ed ecco che vediamo persone che, nonostante usino queste carte dove c’è scritto tutto, ancora leggono il rovescio come fosse dritto, ancora non legano le carte tra loro, ancora si limitano a leggere carta per carta (letteralmente: leggono quel che c’è scritto sopra!) senza sapere dare la sfumatura corretta al contesto (ricordiamo infatti che su queste carte stanno scritti diversi significati e non tutti van considerati in una stesa, bensì solo quelli conformi alla domanda e alla situazione).
Carte con scritte sono SEMPRE esistite: pensiamo banalmente alle Sibille o agli oracoli, uscendo dal nostro contesto, ma anche ai Tarocchi di Etteilla.
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| La Sibilla Italiana e il Libro di Thoth di Etteilla, tradizionali carte con scritte |
Chi usa queste carte, quindi, è sempre un cialtrone inesperto? Assolutamente NO, anche perché queste carte non sono proprio come quelle che stiamo analizzando ora! Salvo alcuni mazzi di oracoli, dove spesso ci sono delle frasi (che andrebbero comunque interpretate, non solo lette a caso, se decidiamo di fare stese con essi), sia le Sibille che gli Etteilla presentano spesso solo (e in modo molto limitato) delle parole chiave , che sarà poi il cartomante a dover, anche qui, interpretare e far concordare al contesto (tan’è vero che per gli Etteilla sì, ci sono le parole scritte, ma c’è anche un libretto di accompagnamento al mazzo dove ogni carta viene approfondita). E se il cartomante sa fare questo lavoro, scritte o meno, può essere considerato un bravo cartomante.
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| Il Libro di Thoth di Ettailla: come vedete, la carta ha le scritte ma è spiegata meglio nel libretto |
Qui, però, parliamo proprio di un discorso differente, dove abbiamo a che fare con un mazzo che è stato creato APPOSTA per imparare (per suo concept e struttura) ma che molti usano per vendere letture, perché senza avere l’aiuto delle scritte non sarebbero assolutamente in grado di leggere una singola carta, né intuitivamente né in altro modo. E questo, miei cari lettori, può tranquillamente, almeno a mio parere, rientrare nel concetto di truffa, poiché si stan chiedendo dei soldi per offrire un servizio che non siamo davvero in grado di offrire. Sarebbe come vedere un cartomante che si fa pagare mentre si fa vedere aprire il libretto dopo ogni stesa: vero, qualcuno che paga, data la disperazione dilagante, lo troverebbe comunque, ma non ci farebbe una figura da grande esperto sensitivo.
IN CONCLUSIONE
Le Learning Tarot Cards sono senza dubbio un’invenzione abbastanza innovativa e, per alcuni (anche sentite diverse opinioni di chi le ha usate per imparare), anche un valido metodo di studio iniziale. Tuttavia, comportano a mio parere dei limiti non indifferenti che possono essere superati solo se l’aspirante cartomante li comprende e decide di andare oltre e, al contempo, hanno purtroppo alimentato la piaga dei cartomanti ciarlatani, soprattutto sui social, incentivando persone senza arte né parte a vendere consulti quando palesemente, senza le carte piene di scritte, non avrebbero la più pallida idea di come interpretare i Tarocchi, andando, di conseguenza, a danneggiare il mercato della cartomanzia e a far credere che la cartomanzia sia un banale estraggo-leggo significati (senza manco capire quale adattare alla domanda e alla stesa) – ripeto.
Abadessa Devina






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