Chi l'ha detto che I TAROCCHI NON SONO UN GIOCO? Ecco perchè vi state SBAGLIANDO!

Quando pensiamo alle carte dei Tarocchi, quel che subito ci viene in mente è la divinazione, o comunque l’utilizzo tarologico/taromantico che se ne possa fare. Se qualcuno parla dei Tarocchi in termini di “gioco”, quel che più viene detto è che le carte dei Tarocchi nascono come un gioco[1], ma che oggigiorno non lo sono più (con persone che, addirittura, si oppongono fermamente, dicendo che i Tarocchi non siano ASSOLUTAMENTE un giuoco! Sono uno strumento SACRO!)…

MA NE SIAMO DAVVERO SICURI?

E se vi dicessi che tutt’oggi, nel 2026, c’è ancora qualcuno, soprattutto Oltralpe, che “gioca” ai Tarocchi (e no, non intendo il gioco divinatorio)? Se vi dicessi che esistono proprio delle istruzioni per giocarci? E che, tra tutti, esiste un mazzo apposito che viene usato SOLO per quello, di cui addirittura non esiste un libretto interpretativo?

Si da il caso che io, questo mazzo, lo abbia e data la poca importanza che ne viene attribuita abbia, di conseguenza, deciso di parlarvene: si tratta del JEU DE TAROT, meglio conosciuto come TAROT NOUVEAU (Il nuovo Tarocco), TAROT BOURGEOIS (Il Tarocco borghese) o TAROT A JOUER (Il Tarocco da gioco).

Il mio mazzo del Jeu de Tarot

ORIGINI, DIFFUSIONE e COMPOSIZIONE DEL MAZZO

Come potete ben vedere, i nomi che questo mazzo ha, ad oggi, sono chiaramente in lingua francese. Eppure, secondo le fonti, le sue immagini sono state inventate in Germania nel XIX Secolo, più precisamente a Francoforte da un certo C.L. Wüst che, durante il boom di popolarità dei giochi di carte, soprattutto a 54 pezzi, decise di creare questo mazzo con 78, 21 “Arcani Maggiori” e le 56 carte, divise nei 4 semi francesi più un jolly e i cavalli.[2]

Sembra che poi il mazzo iniziò a diventare popolare, soprattutto in Francia e in Svizzera; ciò porterà la grande casa editrice francese Grimaud, nel XX Secolo, alla sua riproduzione e alla sua diffusione, specialmente, come già detto, in Europa centrale ma anche in Canada, soprattutto nelle regioni francofone.

Quel che caratterizza il mazzo in questione e che lo differenzia dai Tarocchi che siamo abituati a vedere è la sua composizione particolare: innanzitutto, quelli che chiameremmo “Arcani Minori” non hanno i semi tipici mediterranei/dei naibi (Bastoni, Coppe, Denari, Spade) bensì quelli francesi (Fiori, Quadri, Cuori, Picche), ma questo non è nulla, se andiamo a dare un’occhiata alle altre 21 carte! Esse, infatti, non riportano in alcun modo le figure rinascimentali italiane standard, men che meno una loro rivisitazione. Su ogni “Arcano Maggiore”, che in francese prendono qui il nome di “atouts”, in italiano “briscola” (ad eccezione delle carte 1 e 21, chiamate “oudlers”), troviamo due scene speculari che trattano uno stesso tema ma in contesto urbano e rurale: prendiamo il secondo atout e vedremo due scene di bambini che giocano; la figura con le bambine è quella “urbana”/cittadina mentre la figura coi maschietti è quella “rurale”/di campagna.

Il secondo atout del mazzo

La motivazione di questa rappresentazione degli Arcani Maggiori così diversa da quelli standard non è nota al 100%, ma su un sito che ne parla ho letto che questo mazzo potrebbe essere stata la risposta a una visione sempre più diffusa dei Tarocchi come strumento di divinazione più che da gioco [3] (parliamo del XIX Secolo, quando la cartomanzia iniziava a diventare popolare, infatti). Di conseguenza, essendo esso destinato solo e unicamente al “ludus”, forse l’autore ha deciso di distinguerlo nelle figure, dipingendo scene di vita popolare e della società dell’epoca.

 LE REGOLE DEL GIOCO

A dire la sincera verità, non ho molto ben capito come si giochi (ma questo perché sono io un po’ una ciuccia con le istruzioni dei giochi di carte erogate in modo teorico e senza dimostrazione pratica…), ma voglio comunque riservare un piccolo paragrafo anche a ciò.

Da quel poco che ho compreso, una partita vede dai 3 ai 5 giocatori, ognuno che parte con tre carte in mano e divisi in squadre, che mutano di turno in turno: quella degli attaccanti e quella dei difensori. Il gioco è molto simile a quello della briscola popolare e, alla fine, vince chi totalizza più punti, i quali vengono assegnati a seconda delle carte: 5 punti a ciascun re e a ciascun oudler, 4 per ciascuna regina, 3 per i cavalli e 2 per i valletti, mentre le altre hanno punteggi quasi irrilevanti per vincere il gioco. [4]

Il "libretto delle istruzioni" contenuto nel mazzo

E L’ASPETTO INTERPRETATIVO?

Come detto agli inizi, la particolarità di questo mazzo è che NESSUNO abbia mai creato un libretto che ne riportasse i significati divinatori standard. Questo fa sì che, a livello oggettivo, il mazzo in questione “non possa” essere interpretato, poiché questo non è il suo reale scopo!

TUTTAVIA…

Noi sappiamo che qualsiasi cosa possa avere attribuita un’interpretazione! Siamo riusciti ad attribuire significati ai normalissimi semi dei mazzi da briscola e ai Trionfi rinascimentali, figurarsi se non possiamo farlo con carte ottocentesche munite di figure che ci aiutano pure e che, in realtà, hanno una logica nella loro rappresentazione!

Partendo dai suoi “Arcani Minori”, come già detto, sono i classici semi della cartomanzia francese. Di conseguenza, se vogliamo leggere queste 56 carte, possiamo appellarci ai significati classici per tale mazzo (N.B.: Questo mazzo francese, a differenza di quello standard, ha anche i cavalli: per questi si potrebbe o andare a “sentimento” o applicare l’interpretazione dei  cavalieri della Corte dei Tarocchi, nonché quella della cartomanzia italiana regionale, facendo una conversione – cuori=coppe, picche=spade, quadri=denari, fiori=bastoni).

Il mazzo francese con il cavallo

Per quanto riguarda gli Atouts, come per qualsiasi altro mazzo di carte con figure, possiamo farci tranquillamente trasportare da quel che vediamo. Prendiamo la carta 6, lato urbano: abbiamo due donne che prendono un tè e chiacchierano; cosa ci vieta, un po’ a mo’ di Sibilla, di interpretarla, in un eventuale gioco divinatorio, come un incontro con un’amica?

Il sesto atout sul lato urbano

Il loro aspetto, molto popolano, richiama infatti secondo me proprio le Sibille più che i Tarocchi, con scene di vita del quotidiano e che, addirittura, le riprende (l’amica, la lettera, il ladro…se osservate i 21 Atouts attentamente li vedrete!).

Ma non è finita qui!

Comparazione tra gli atouts 6 e 7, lato urbano, con le carte del Ladro e della Lettera del mazzo delle Cigány Kártya

Oltre al poter noi dedurre dei significati, facendo il paragone con le Sibille o usando la nostra facoltà di osservazione/intuizione, esisterebbero anche degli “aiuti”: sicuramente, come detto, l’intento dell’autore non è stato quello di creare un mazzo per la divinazione, ma comunque ogni gruppo di Atouts ha, né più né meno, delle attribuzioni specifiche che un cartomante potrebbe sfruttare:

-          Gli Atouts 2-3-4-5 rappresentano le fasi della vita (infanzia-giovinezza-maturità-vecchiaia):

-          Gli Atouts 6-7-8-9 sono le fasi del giorno (mattina-pomeriggio-sera-notte):

-          Gli Atouts 10-11, a seconda del verso che escono, sono i 4 elementi (Terra, Aria, Acqua, Fuoco);

-          Atouts 12-13-14-15: i 4 passatempi (danza-shopping-attività all’aperto-le arti visive);

-          Le quattro stagioni sono 16-17-18-19 (Primavera-Estate-Autunno-Inverno);

-          Gli Atouts 20-21-1 sono particolari, poiché il 20 è il “gioco”, il 21 la “collettività” e l’1 “l’individualità” – questi ultimi due raggruppati nella categoria “Follia[3]

Da tutto ciò, deduciamo il fatto che la mancata esistenza di una standardizzazione dei significati di ciascun Atout, dritto e rovescio, NON VIETA di usare queste carte a scopo divinatorio; l’unica difficoltà sta nel non avere uno schema fisso di lettura, ma per una mente fantasiosa e, soprattutto, portata per la divinazione, ciò è un ostacolo assolutamente superabile!

IN CONCLUSIONE…

Possiamo dire che i Tarocchi non solo nascano come un gioco ma che lo SIANO tutt’oggi, tant’è che, al di là della teoria, l’anno scorso mi è proprio capitato di vedere una famiglia giocare con questo mazzo, nella hall di un hotel sul confine con la Svizzera. Credo che venire a conoscenza di questo fatto sia utilissimo anche per chi attribuisce ai Tarocchi un’aura più mistica e “sacra” di quel che, in realtà, abbiano: ricordiamo sempre che è stato l’uomo, con il suo bisogno di dover attribuire a tutto un significato, a renderlo, nel corso dei secoli, un oracolo ma che questo bellissimo mazzo, al di là dell’uso che scegliamo di farne e delle nostre credenze in merito, rimane di base nient’altro che un mazzo di carte.

Abadessa Devina

 

FONTI:

[1] Un’opera interessantissima che potete leggere, se siete interessati all’evoluzione dei giochi di carte compresi i Tarocchi è “Game of Tarot: from Ferrara to Salt Lake City” di M. Dummett (1980);

[2] https://i-p-c-s.org/pattern/ps-18.html

[3] https://steve-p.org/cards/Bour.html

[4] https://www.gralon.net/articles/sports-et-loisirs/loisirs/article-le-jeu-de-tarot---presentation-et-regles-du-jeu-2501.htm

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