Tarocchi SOLA BUSCA e il CULTO di SATURNO: una curiosa teoria circa il misterioso mazzo cinquecentesco!
Esiste un mazzo, che pur essendo molto antico e interessante, viene quasi mai preso in considerazione, né dagli appassionati (in Italia ne parlano in pochissimi a parte gli storici rinomati) né, tanto meno, i soliti fenomeni “esperti” del web (ma che ci aspettiamo?): sto parlando del mazzo dei SOLA BUSCA!
Anche io, a dire il vero, ne ho parlato un gran poco, perché non mi sono mai interessati moltissimo - ho acquistato il mazzo solo l’anno scorso su una nota piattaforma di compravendita di oggetti di seconda mano per puro collezionismo, proprio in qualità della sua natura di mazzo storicamente importante (lo conoscevo di nome e fama da diverso tempo), ma l’unico utilizzo che hanno avuto nelle mie mani è stato per un post social sul paragone tra i suoi Arcani Minori e quelli del mazzo RWS: come abbiamo menzionato, infatti, anche in questo articolo, Pamela Colman Smith si ispirò ad alcune ristampe di tale mazzo per poter disegnare alcuni Minori del suo!
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| (L'ormai noto parallelismo tra il 3 di Spade del RWS e quello del Sola Busca) |
Per il resto, mi risultano nel pratico poco lineari da leggere, perché se per la maggior parte dei mazzi storici sono gli Arcani Minori ad essere il problema, in quanto anonimi e senza raffigurazioni che aiutino, qui, al contrario, sono i Maggiori: di fatti, laddove di solito i mazzi storici, come anche il Visconti-Sforza, hanno bene o male le stesse figure a cui i nostri occhi sono abituati, nel Sola Busca i 22 Arcani Maggiori, salvo il Matto, hanno rappresentazioni molto particolari, rifacendosi maggiormente a figure bibliche e della storia romana.
Ho addirittura pensato di venderli (della serie: una volta visto e detto “bello”, posso anche sbarazzarmene?), fino a quando…
Non mi sono imbattuta in una conversazione che ha acceso la mia curiosità e me li ha fatti riprendere in mano!
Vi sono infatti diverse persone che sostengono come il mazzo dei Sola Busca, in realtà, nasconda un oscuro segreto, fatto di legami a culti pagani antichi, al mondo magico italiano rinascimentale, fino ad arrivare al più moderno e di cospirazionista matrice “culto di Saturno”.
Inutile dire che ciò mi ha spinta ad andare alla ricerca di informazioni in merito e ne ho trovate di diverse… ma direi che sia meglio procedere con ordine!
UNA RAPIDA OCCHIATA ALLA STORIA (e alle fonti “ufficiali”)
Il mazzo del Sola Busca, che prende il nome dalla sua proprietaria (la Marchesa Busca sposata Sola), è risalente al 1491 e attribuito con tutta probabilità a un artista veneziano: diverse “impressioni” senza alcun colore sono conservate in vari musei europei, ma è solo nella Pinacoteca di Brera a Milano che è possibile ammirare la sua versione finita (colorata e minata) e completa di 78 carte, probabilmente risalente al XVI Secolo. Ad oggi, viene considerato infatti il più antico mazzo intero esistente.
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| (Le impressioni conservate al British Museum di Londra, dal sito: wopc.co.uk) |
Quel che sappiamo circa il suo passato, però, è molto vago: storici ed esperti sono risaliti, tramite una puntigliosa disamina dei vari Arcani, all’anno di fattura, alla provenienza, all’epoca dello stile artistico, e sono arrivati alla conclusione che chi commissionò tale opera fu la nobile famiglia lombarda Busca unita a quella dei Sola…eppure, per molti, rimane un mistero da scoprire!
Perché questo mazzo è divenuto noto solo parecchi Secoli dopo la sua creazione? L’opera completa è esposta al grande pubblico solo dal 2009, quando il nostro Ministero per i Beni e per le Attività Culturali l’ha comprato dagli eredi della famiglia Sola-Busca e sappiamo, anche grazie al mitico lavoro di Arthur Waite e Pamela Colman Smith, che le stampe di questo mazzo vennero esposte nel 1907 al British Museum (che ad oggi conserva solo 4 impressioni) per la prima volta, dove loro potettero osservarle e prenderne ispirazione per il mazzo RWS.
Ma dal 1500 al 1900, dove sono state custodite le carte originali? Chi le aveva? Perché non sono mai state rese note prima? E, soprattutto: a cosa sono servite? Davvero sono sempre state un semplice gioco?
Tutte queste domande sono quelle che stanno, con tutta probabilità, alla base delle teorie semi- complottistiche in merito, le quali han dato anche vita all’opera dell’autore Peter Mark Adams, “The game of Saturn” – “Il gioco di Saturno”.
IL GIOCO DI SATURNO CELATO NEI SOLA BUSCA: UNA CURIOSA IPOTESI
Ora, devo essere sincera con voi: io non ho letto il libro, quindi mi baserò su informazioni in merito trovate online [1] – e chissà, magari un giorno mi verrà voglia di acquistarlo e portare analisi più approfondite, ma per ora ci accontentiamo di quel che abbiamo, che per il nostro articolo è sufficiente.
Secondo le teorie proposte da Adams nella sua opera, il mazzo in questione sarebbe stato commissionato durante il XVI Secolo da un membro di famiglia nobile ferrarese, già sospettato per attività negromantiche. Come è ben noto nel nostro panorama, il 1500 (e l’epoca Rinascimentale in generale) è stato un periodo parecchio interessante in Italia dal punto di vista esoterico: è stato il Secolo dell’interesse fervente nei confronti dell’alchimia, dell’erboristeria, dell’astrologia, della magia cerimoniale, nonché quello dell’Inquisizione, che faceva partire cacce alle streghe e processi come se piovesse…
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| (Da: alextrenoweth.co.uk) |
quindi cosa ci vieta di pensare che presso la corte Estense non ci fosse davvero qualcuno interessato a tutto ciò? Che le grandi e ricche famiglie nobili non costituissero già all’epoca una famosa élite (antenata di quella di cui ancora oggi si parla), che, nascosta da occhi indiscreti, prendesse parte a culi misterici risalenti alle epoche pagane, svolgendo anche orrendi atti sacrificali e iniziatici (con il benestare della casta ecclesiastica, ovviamente)?
E se il motivo per cui il mazzo Sola Busca è stato tenuto “nascosto” per così tanto tempo fosse proprio che all’interno delle sue raffigurazioni si nascondesse traccia di tutto ciò?
Come abbiamo detto nei primi paragrafi, un aspetto unico del mazzo Sola Busca è il fatto che negli Arcani Maggiori siano rappresentati personaggi dell’Epoca Romana. Secondo Adams, all’epoca i dipinti delle figure romane antiche erano delle allegorie che coprivano in realtà un simbolismo di tipo magico e astrologico: uno degli esempi riportati ricollega l’Arcano V, nel mazzo raffigurante Catulo, a Saturno/Crono, in quanto terrebbe in mano quella che viene vista come una delle prime forme di orologio; Saturno, ergo, in questo contesto sarebbe sia il pianeta che il dio pagano romano occultato all’interno di quella carta.
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| (Catulo, Arcano V del Sola Busca) |
Il libro, apparentemente, è costellato da questi esempi, cosa che ci fa capire che l’autore, in breve, si è occupato di svolgere osservazioni circa i dettagli dei vari Arcani Maggiori (la posizione delle mani negli Arcani III e X richiamanti, secondo lui, delle gestualità rituali, ad esempio, così come le ali, “chiaramente” draconiane, di Ipeo nell’Arcano XVII, per non parlare del nome dell’Arcano VII, Deotauro, che per Adams e accoliti sarebbe composto da “deo” = “dio” e “tauro” = “toro”, riferimento a un dio taurino…) e Minori (dove il legame con Alessandro Magno viene visto in chiave puramente alchemica, colui che veniva definito il “Nuovo Sole” e quindi Oro alchemico), per giungere a una conclusione interessante: questo mazzo è, in realtà, “un grimorio eretico e pagano di un Ordine magico elitario pre-esistente”[2], che si baserebbe sull’adorazione di un dio afro-levantino chiamato Baal Hammon-Saturno , il quale ha la forma di un drago-serpente, mischiandosi a tratti con il culto indoeuropeo di matrice mitraico-solare.[3]
Un culto demoniaco, predatorio, eretico e perverso, ergo, in cui i partecipanti erano gente nobile, una élite con sede tra Ferrara e Venezia, che tramite orrendi sacrifici a questo demone/divinità mirava a mantenere il proprio potere.
E quale Arcano lo potrebbe rappresentare meglio se non il VIII, dove abbiamo la chiara rappresentazione di Nerone nell’atto cruento di uccidere un infante?
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| (Arcano VIII, Nerone, una delle carte simbolo che ha portato alla creazione di queste teorie) |
Ed ecco che la visione di quell’uccisione associata a un atto sacrificale di tipo iniziatico/occulto/demoniaco si è diffusa, cosa che si riconduce alla conversazione che ho letto e che mi ha fatta scrivere questo articolo, dove alcuni appassionati di Tarocchi invitano a non usare il mazzo Sola Busca perché (traduco letteralmente ciò che ho letto) “è un mazzo malvagio, un mazzo legato al culto di Saturno (inteso come questo culto elitario che prevede sacrifici umani e atti deplorevoli per mantenere il potere e il controllo sul mondo, n.d.r.) con tanto di sacrifici di bambini […]”, postando proprio la foto della carta VIII a sostegno della tesi , addirittura citando Epstein in commenti di risposta a coloro che han cercato razionalmente di spiegare perché questa tesi non sia, in realtà, molto papabile.
ED E’ PROPRIO TORNANDO ALLA REALTA’ DEI FATTI…
Che ci accorgeremo come le teorie di Adams, per quanto particolari e sicuramente affascinanti (per me non tanto, a dire il vero, ma comprendo che per molti lo siano, considerato quanto le teorie complottistiche e cospirazionali interessino le persone di norma), siano facilmente debunkabili con un’analisi approfondita da parte di esperti e storici, sia dell’arte che dei Tarocchi stessi, a partire dal fatto che la famiglia Sola-Busca (di cui il mazzo letteralmente ha il nome), che è stata data praticamente con certezza come la famiglia che commissionò tale opera, è una famiglia proveniente dalla zona pavese/milanese e non è la famiglia Estense di Ferrara a cui Adams attribuisce l’appartenenza di tale mazzo!
Leggendo (sì, questo l’ho letto tutto) il libretto contenuto nella mia confezione dei Sola Busca [4], scritto da Andrea Vitali, voce sicuramente autorevole (e, senza offesa, più autorevole di Peter Mark Adams, parlando di Tarocchi), possiamo infatti comprendere il simbolismo dei vari Arcani con una facilità disarmante, senza farci prendere da chissà quali teorie particolari! Ed ecco che, ad esempio, Catulo diventa Gaio Lutazio Catulo, che in mano tiene la bilancia, simbolo di giustizia e non una sorta di orologio primordiale, legato a Saturno/Crono; ecco che Deutauro diventa Deiotaro, che in linea con il tema del mazzo, era il tetrarca della Galazia, alleato della Repubblica Romana e non l’allegoria di qualche divinità taurina legata al mito di Mitra!
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| (Dettaglio dell'Arcano V: bilancia, non orologio) |
E Nerone?
Ovviamente la sua figura si rifà a quella dello storico imperatore romano, brutale e tirannico, ma dobbiamo ricordare che c’è un punto su cui gli storici concordano con Adams: il fatto che questo mazzo possa rappresentare un processo alchemico. In un commento riportato su una pagina social, ho letto in merito il parere di Giordano Berti, altro grande esperto, dove viene accentuato il collegamento tra Nerone e la Nigredo alchemica, vedendo quindi nell’Arcano VIII del Sola Busca la stessa allegoria che, di norma, associamo all’Arcano XIII: quella della distruzione di un vecchio sé (in questo caso di quel che Berti chiama “puer”, il fanciullo interiore) per propiziare una nuova rinascita e visione del mondo. Altri collegamenti alchemici sono stati fatti poi per il resto degli Arcani, ma non mi ci soffermerei, anche perché, tornando al libretto di Vitali, non è una visione condivisa da tutti gli studiosi, in quanto alcuni, più che alchimia, vedono al suo interno un insegnamento morale di carattere cristiano (quanto più si discosti dall’ipotizzato culto di Saturno, addirittura!).
IN CONCLUSIONE…
Di teorie sui vari mazzi di Tarocchi ne sono sempre esistite ed il fatto che qualcuno veda in uno specifico mazzo di Tarocchi l’allegoria di un qualcosa che risulta non visibile a una prima occhiata non è una cosa nuova né strana: un Adams che vede il culto malefico di Saturno nel mazzo Sola Busca è davvero tanto diverso da un Appel (Stav Appel, autore dell’opera “Torah in the Tarot” n.d.r.) che vede nel mazzo di Noblet lettere ebraiche nascoste? O da un Court de Gébelin che ha visto nei Tarocchi il Libro di Thoth e l’alfabeto ebraico? Da un Eliphas Lévi, che ha preso quest’ultima teoria e l’ha approfondita, unendo Tarocchi e Qabbalah? Non credo.
Dopotutto, nonostante gli studi, il Sola Busca rimane un mazzo particolare e misterioso e ancora ci chiediamo perché differisca così tanto da tutti gli altri suoi compari: la teoria di Adams è particolare, ma tenta di dare risposte a domande che non ne hanno di certe, una cosa del tutto umana. L’importante è sapere che quando abbiamo a che fare con teorie che non si basano su fatti e fonti storici e concreti, derivanti pertanto dalla mente e da analisi personali di singoli soggetti che non trovano riscontro da alcun’altra parte, non possiamo prenderli come 100% veritieri e affidabili! Per quanto ci interessino e ci sembrino sensate, dovremmo sempre mantenere un occhio critico, controllando se siano innanzitutto conformi alle fonti oggettive in merito e stando attenti a non porli come delle verità: sostenere con fermezza che il mazzo Sola Busca non vada usato in quanto “maligno e legato al culto elitario di Saturno” rimane errato, perché questa può essere l’opinione di un seguace di quanto scritto da Adams, ma finchè le ricerche e i fatti non lo confermeranno rimane niente di più che un’ipotesi. Ed è ancora più sbagliato quando, addirittura, si inizia a sostenere che pure il RWS, dato che prende ispirazione da esso, lo sia per un tornaconto personale, ma questa è un’altra storia che approfondiremo più avanti…
Abadessa Devina
FONTI:
[1] Come ho scritto, io non ho letto il libro di Adams, ma ho guardato un paio di video su YouTube in inglese a riguardo:
https://www.youtube.com/watch?v=RG0dsd4d_mw&t=590s (questo è un riassunto circa il lavoro di Adams)
https://www.youtube.com/watch?v=ZMdY9V1iwyQ (questa è una puntata podcast dove Adams stesso è stato intervistato in merito)
[2] Trad.
da “The game of Saturn”, pag. 245 – Peter Mark Adams, 2017;
[3] Tratto e tradotto da “The game of Saturn”, pag. 170 – Peter Mark Adams, 2017;
[4] Libretto contenuto nel mazzo Sola Busca, edizione “Museum quality” di Lo Scarabeo x “Brera a occhi aperti”, scritto da A. Vitali, 2023







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