Ogni quando posso fare ai Tarocchi la stessa domanda?
Uno degli argomenti su cui si dibatte più spesso è “ogni quanto possiamo chiedere ai Tarocchi? Ogni quanto possiamo fare la stessa domanda? Ma se facciamo diverse volte la stessa domanda, perché mi escono risposte diverse?”
Oggi cerchiamo quindi di portare chiarezza e di rispondere a tutti questi quesiti una volta per tutte, in modo oggettivo e analitico!
MA ESISTE UNA REGOLA FISSA?
Se bazzicate in questo ambiente avrete sicuramente sentito diverse teorie: c’è chi dice che la stessa domanda andrebbe posta ogni 6 mesi, chi dice che il consulto ha una validità di un anno, chi vi invita a fare la stessa domanda dopo 1 o 2 mesi e chi vi dice che la stessa domanda può anche essere posta ogni giorno. A chi credere dunque?
In realtà è bene sapere che quando si parla di questo argomento NON ESISTE UNA VERA REGOLA che vale per tutti! Questo perché ogni cartomante ha un approccio personale alla questione e può avere una formazione diversa da altri cartomanti. Io posso dunque dirvi quel che per me ha valenza, in base a quello che ho imparato io. Secondo la mia scuola di pensiero e considerando che oggi non sia più come una volta, quando dalla cartomante si andava una volta nella vita e quello era l’unico consulto che si riceveva senza possibilità di rifarne altri, la stessa domanda andrebbe posta almeno passata una lunazione (parliamo quindi di 28 giorni), che, senza stare a fare il calcolo esatto si traduce in un mese. Per me quindi un mese è più che sufficiente: non serve aspettare 6 mesi o addirittura un anno intero, ma è anche vero che dipende pure dal tipo di consulto e dal contesto, oltre al fatto che la previsione potrebbe avverarsi molto in là nel tempo se la domanda non viene mai più riposta (si parla anche di anni dopo)!
Innanzitutto, io faccio parte anche di quei cartomanti che con le carte prevede tempistiche precise: questo significa che, se il consultante lo richiede, posso anche fare una stima di quando l’evento predetto accadrà. Se con le carte vedo che la previsione avverrà tra 3 mesi, invito il consultante ad attendere quel lasso di tempo. Ergo, riporre la stessa domanda un mese dopo dal primo consulto sarebbe inutile, perché già è stato detto che per avere il risultato richiesto si debba attendere di più. Di contro, se dico che il risultato avverrà in due settimane e quello non si presenta, posso anche invitare il consultante a riporre la stessa domanda prima dei 28/30 giorni e vedere perché la tempistica detta in precedenza non sia stata rispettata (ricordo, a questo proposito, che le tempistiche precise siano un argomento un po’ oscuro: io personalmente riesco a fare queste stime secondo un metodo personale e spesso ci prendo, ma invito sempre i consultanti a prendere con le pinze queste informazioni: è meglio infatti concentrarsi sul responso più che sulla tempistica!).
Sono invece personalmente contraria di norma al rifare la stessa domanda a tempi molto ravvicinati, a meno che non siamo in presenza di casi particolari: c’è infatti chi dice che la stessa domanda possa anche essere fatta tutti i giorni, perché è possibile che le energie e le condizioni possano cambiare anche a distanza di qualche ora dal consulto. Personalmente, mi sembra una giustificazione all’incompetenza: questo perché se io sono un bravo cartomante posso vedere già nella prima stesa tutti gli avvenimenti nel corso del tempo che porteranno a un determinato risultato. Di base, lo vedo quindi già dalla stesa se ci saranno dei cambiamenti anche improvvisi che modificano la situazione.
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| Immagine da: istockphoto.com |
Ma anche qui, come detto sopra, possono presentarsi casi dove il tutto dipenda, in realtà, dalle azioni del consultante: ricordiamo che la faccenda “previsione del futuro” non è un qualcosa di stabile e che le domande andrebbero poste il più precisamente possibile: noi potremmo, in alcuni casi, anche avere potere decisionale e il potere di modificare, in qualche modo, il destino. Se chiediamo alle carte la domanda secca “il mio ex mi ricontatterà?” e il responso è un “no”, perché dalle carte esce banalmente che lui, di sua volontà, non lo farà, nessuno vieta però alla consultante di prendere il “toro per le palle” ed essere lei a fare la prima mossa. E se la consultante fa la prima mossa, mandandogli un messaggino, e l’ex risponde, vedremo come già la situazione cambi! Il responso rimane comunque valido (lui non l’ha contattata in effetti: ha semplicemente risposto a un messaggio che gli è stato inviato: ben diversa sarebbe stata la situazione in cui la consultante chiede: “se gli scrivo, lui mi risponde?” probabilmente lì il responso sarebbe stato affermativo), ma la consultante ha, in qualche modo, modificato la propria realtà facendo il primo passo, senza attendere passivamente. Se ci troviamo quindi in una situazione del genere, dove abbiamo sbloccato un nuovo scenario agendo attivamente, è anche lecito magari, in caso di ulteriori dubbi e bisogno di chiarimenti, rifare una domanda AFFINE (non la stessa, perché la situazione è appunto cambiata) anche a breve distanza dal primo consulto. Questi però, ripeto, ritengo siano casi particolari e che si legano al concetto che senza un’azione attiva le energie non cambino dal giorno alla notte, ergo se noi non agiamo in modo attivo per cambiare le cose, fare la stessa domanda ogni giorno perché “le energie mutano” non ha alcun senso.
Detto ciò e spiegando cosa sia valido PER ME, torno a ripetere che qualsiasi cosa abbiate sentito dai vari cartomanti, premesso che attui comportamenti sani nei confronti del consultante senza incentivare la dipendenza dalla cartomanzia per un tornaconto (quindi evitando quelli che “la stessa domanda si può fare tutti i giorni!” solo perché se voi andate tutti i giorni a pagare per la stessa domanda loro guadagnano…), potrebbe essere corretta.
Ma dunque, il non fare la stessa domanda tutti i giorni a ripetizione, è una regola o rientra nelle credenze?
Come per il discorso delle autoletture, potremmo dire che siamo di fronte a una situazione “borderline”. Da un lato, infatti, se noi facciamo la stessa domanda tutti i giorni ciò non influisce sul risultato (nonostante molti lo dicano…ma vediamo meglio nel prossimo paragrafo). Tuttavia, il fare questa cosa non ha alcuna utilità reale, incentiva potenzialmente la dipendenza e, a forza di fare la stessa domanda, potremmo notare come i responsi inizino a divenire confusi oltre che notare un calo di concentrazione, ostacolando la chiara interpretazione e rendendo le stese totalmente inutili.
Quindi, non direi che il non fare la stessa domanda a tempo ravvicinato sia una regola fissa e ferrea ma è senz’altro un’usanza che ha un suo perché reale e che sarebbe meglio rispettare.
E…COSA SUCCEDE SE FACCIO LA STESSA DOMANDA A RIPETIZIONE?
Ed eccoci qui al fatidico momento: se poniamo la stessa domanda più volte, a livello cartomantico, cosa succede? Perchè non andrebbe fatto, al di là dello sviluppo di una dipendenza? Davvero i consulti non si avverano se agiamo in questa maniera e, addirittura, ci tiriamo addosso cattive energie?
Sono sicura che molti dei lettori hanno avuto già esperienza, ossia sono sicura che qualcuno tra voi ha già provato l’ebrezza di chiedere la stessa domanda a tempo molto ravvicinato (anche a qualche minuto di distanza)…anche io l’ho fatto ancora, quindi so benissimo quel che potreste aver notato. Sicuramente avrete o notato che il responso non cambia affatto (io ho fatto ciò usando anche diversi metodi divinatori e il responso non è mutato, oppure ho avuto esattamente le stesse carte estratte per diverse volte di seguito), oppure che il responso, in qualche modo, cambiasse. Tuttavia, vi invito a fare attenzione e a riflettere: era il responso a “ribaltarsi” o magari le carte ad essere differenti nella stesa?
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| Immagine da:creative.nightcafe.studio |
Per farvi capire cosa intendo vi riporto un piccolo esempio. Ho chiesto alle carte la stessa domanda a tempo molto ravvicinato (parliamo di qualche minuto), chiedendo un banale sì o no. La prima stesa (a 3 carte, normalissima) ha riportato i seguenti Arcani: 4 di Bastoni + 8 di Coppe + Asso di Spade; la seconda stesa Cavallo di Spade + 6 di Bastoni + 5 di Coppe. Come potete notare, le carte uscite non sono uguali…ma se il responso era un sì – no finale, vedremo che in entrambe le stese è lo stesso (vale a dire un no – cosa che poi si è tradotta nella realtà, quindi avverandosi).
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| è davvero il responso a cambiare? |
Quindi non è nemmeno così vero che facendo la stessa stesa a tempo troppo ravvicinato il responso cambi radicalmente o, addirittura, non si avveri: le carte semplicemente torneranno a confermare quel che già han detto, ma potrebbero farlo con combinazioni differenti. Pertanto, possiamo dedurne che fare la stessa domanda a tempo ravvicinato sia assolutamente INUTILE in primo luogo. Se noi non lasciamo il tempo alla situazione di evolversi (o, in caso di consulti tarologici, di agire come suggerito dalle carte per “modificare” la nostra realtà), come possiamo aspettarci un responso differente?
“Eh, ma io ho fatto la stessa stesa diverse volte ed era proprio il responso a cambiare, ho iniziato a confondermi! Inoltre ho chiesto anche a diverse cartomanti e pure loro mi han dato risposte contrastanti, non so più a chi credere!”
Per quanto riguarda la prima situazione, come abbiamo già menzionato qualche paragrafo sopra, il fare la stessa domanda a ripetizione potrebbe iniziare a portare confusione e a fare uscire le più disparate combinazioni di carte. Nell’esempio che ho scritto poco fa io ho rifatto la stessa stesa solo due volte e nulla è cambiato; per esperienza posso dirvi che chi si ritrova a vedere i risultati completamente stravolti è perché la stessa domanda l’ha posta non una, non due, non tre volte ma almeno 10, senza darsi manco il tempo di interpretare correttamente. Questo atteggiamento deriva da un momentaneo raptus di follia, dove vogliamo necessariamente o riconferme o che le carte, anziché remarci contro, ci diano ragione su una determinata situazione, tuttavia, come abbiamo già detto qui, le carte van fatte con un atteggiamento rilassato e sereno per poter propiziare una buona interpretazione e lo stato d’animo appena descritto è quanto più si discosti da ciò.
Io non sono una di quelle cartomanti che vi dicono che “i Tarocchi si stufano e iniziano a non rispondere più”, ma vi posso comunque dire che questo atteggiamento sia scorretto e per forza di cose arriviamo allo sfinimento, non capendo nemmeno più quel che stiamo estraendo e quel che le carte stan cercando di comunicarci (e per statistica, dopo la centesima volta nel giro di dieci minuti in cui poniamo la stessa domanda, dovranno iniziare a uscire combinazioni che non coincidono con le prime uscite).
Parlando del secondo caso, quando noi ci rivolgiamo ad altre cartomanti a ripetizione che ci dan diversi responsi, il discorso cambia. Okay: non siamo nelle condizioni adatte per leggerci le carte quindi ci rivolgiamo ad altri professionisti…eppure ecco che succede anche con loro! Come mai?
La risposta è, in realtà, molto semplice: evidentemente ci stiamo affidando un po’ al primo che capita, senza fare una scrematura tra cartomanti seri e non. Se io prima mi rivolgo a un cartomante che magari è bravino e mi dà un responso X per poi, subito dopo, andare da uno che è un ciarlatano e che ci dà responso Y, la confusione non nasce prettamente dal fatto che stiamo facendo la stessa domanda a ripetizione bensì dal fatto che non sappiamo quale sia la reale competenza dei cartomanti a cui ci siamo messi in mano. Vi posso assicurare che se chiediamo la stessa domanda a cartomanti seri, anche a tempi ravvicinati, magari possono darci dettagli un po’ differenti, andare più o meno nel profondo di certi aspetti, ma il responso non muterà.
E PER QUANTO RIGUARDA ALTRE QUESTIONI? POSSO FARE I TAROCCHI SEMPRE, PER QUALSIASI SITUAZIONE ?
Fino ad ora abbiamo parlato del porre la stessa domanda o domande affini a uno stesso argomento. Tuttavia il dubbio potrebbe estendersi anche ad altre questioni: se io oggi chiedo alle carte se riuscirò a superare un esame, domani posso magari chiedere se riuscirò ad acquistare casa? E dopodomani posso chiedere se troverò l’amore? In questi casi, come potete notare, parliamo di quesiti totalmente slegate tra loro pertanto tutto il discorso fatto prima è relativamente rilevante. Sicuramente le carte possono essere interpellate anche a distanza ravvicinata in questo caso, ma io consiglio comunque di chiedersi: NE VALE LA PENA? Sono domande a cui dobbiamo ricevere risposta altrimenti non ci dormiamo la notte? La dipendenza dalla cartomanzia, di cui abbiamo parlato in questo articolo, potrebbe infatti svilupparsi anche quando noi “abusiamo” della cartomanzia in tale modo, andando a chiedere la qualunque alle carte per dissipare qualsiasi tipo di dubbio o curiosità. Quindi, anche se non parliamo del fare la stessa domanda, andrebbe valutata comunque la reale utilità e il reale bisogno dietro a questi consulti. Io rimango del parere che le carte vadano interpellate per questioni che abbiano una certa rilevanza, non per chiedere se che cosa mangeremo a pranzo domani.
IN CONCLUSIONE…
Potremmo dire che non esiste una vera e propria regola che ci dice ogni quanto vada posta la stessa domanda alle carte o quante volte possiamo interpellarle al giorno anche per diversi motivi. Tutto sta alla formazione (e all’onestà) del cartomante e al BUON SENSO del consultante: il capire che fare la stessa domanda a ripetizione sia inutile, il capire che questo atteggiamento non ci porti da nessuna parte (e ci porti anche a sprecare soldi, eventualmente), il capire che non abbiamo bisogno delle carte per ogni singola cosa che ci capita nella vita e che questo atteggiamento, se perpetrato nel tempo, può condurci a sviluppare dipendenza.
Se riusciamo a sviluppare noi in primis un rapporto sano con la cartomanzia e a capire quale sia il reale scopo di un consulto (magari anche aiutati dal cartomante o dal tarologo, che se è competente non incentiva sicuramente questi atteggiamenti, spiegandovi il perché e non aggrappandosi a fantomatiche leggi sulle carte che, per loro volontà, smettono di rispondere…), è molto raro che ci ritroveremo con la smania di richiedere la stessa domanda a macchinetta. Come detto qui, il buon consulto deve lasciarci soddisfatti!
Abadessa Devina




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