TAROLOGIA o TAROMANZIA: cos'è nato prima? TUTTA la VERITÁ
Fingere di essere cartomanti provetti, con la nonna sibilla ed esperienza
pluridecennale quando, in realtà, i Tarocchi sono stati scoperti su Tiktok nel
2020 non basta più. E se già vedere persone incompetenti vendersi come
cartomanti esperti poteva infastidire, figuriamoci quanto possa infastidire
vedere persone incompetenti INVENTARSI la storia dei Tarocchi e pretendere pure
di avere ragione!
Purtroppo, è quel che ho notato star accadendo negli ultimi mesi sui social, quello sovramenzionato in primis: frotte di persone che, tra l'altro con l'intento di denigrare e buttare giù contenuti che, evidentemente per la loro "professionalità" risultano scomodi, sostengono che la Tarologia nasca nel 1400, che la Tarologia Evolutiva nasca prima dell'uso divinatorio delle carte dei Tarocchi, arrivando addirittura a sostenere che Arthur Edward Waite, co-fautore del mazzo RWS, abbia NEGATO che i Tarocchi potessero essere usati per la divinazione e che (tenetevi forte) i Tarocchi non sono MAI STATI USATI per giochi di previsione della fortuna.
Chiedi le fonti di tutto ciò? Non pervenute, tutt'al più ti becchi qualche screenshot di Google AI/ChatGPT o nomi di autori e libri che, di fatto, non han mai sostenuto quel che sostengono loro.
Come potete aver intuito, io sono stata ospite di questi tipi di conversazione e, avendone le tasche piene (per non dire altro...) ho deciso, una volta per tutte, di scrivere in merito, concentrandomi su un argomento che andrà a smentire, tra le righe, anche altre affermazioni affini campate per aria:
NASCE PRIMA LA TAROLOGIA o LA TAROMANZIA?
Di seguito mi occuperò (con fonti alla mano, AFFIDABILI, che verranno citate alla fine dell’articolo e no: l’estrapolare a piacimento dalle fonti quel che mi fa comodo e manipolarlo non è nel mio stile…perché anche accuse simili, quando si è “scomodi”, sono all’ordine del giorno!) di ripercorrere la storia di questi due approcci, spiegando bene anche cosa si intenda con questi termini!
TAROMANZIA
Innanzitutto, con questo termine che unisce “taro” (Tarocco) e “manzia” (la mantica, la divinazione) si intende l’utilizzo dei Tarocchi in chiave divinatoria [1]. Già il fatto che si sia sentita l’esigenza di creare un termine per indicare tale pratica legata al Tarocco va a smentire il fatto che i Tarocchi non siano mai stati usati per prevedere il futuro, ma proseguiamo…
Ora: credo che tutti, né più né meno, siamo concordi nel dire che i Tarocchi NON NASCANO col fine di divinare (perché sì, sostenere che vengano usati in tal modo, per molti = “tu sostieni che nascano per quello”), ne abbiamo parlato per bene in questo articolo. Tuttavia, la cartomanzia è invero un’Arte piuttosto antica, tant’è che esistono dei ricercatori, come Ross Caldwell, che ipotizzano che già da fine del XV Secolo, in Spagna, potessero vemnire svolti giochi per la previsione della fortuna, soprattutto in amore e tra le dame nobili [2].
Oltre ciò, sappiamo che, qua e là, nel corso dei due Secoli successivi, è
stato menzionato o comunque dedotto che le carte potessero venire usate anche a
questo fine: se si trattasse di Tarocchi o di altro tipo, non ci è davvero dato
saperlo; per avere la sicurezza e la certezza di star parlando di Tarocchi dovremo
aspettare il 1700. Secondo la nostra fonte, negli anni ’80 lo studioso Franco Pratesi
ha infatti trovato un manoscritto risalente a questo Secolo (probabilmente
scritto prima del 1750), che riportava il significato divinatorio di 35 carte
del Tarocco Bolognese, completo di uno schema rudimentale per poterle stendere.
I significati erano brevi e semplici, come “viaggio”, “tradimento” o
“amore”. [3]
Questa affascinante scoperta si aggiunge e arricchisce quel che i più sanno già in merito: sempre durante lo stesso Secolo, solo qualche decennio più tardi, Etteilla pubblica i suoi libretti: “Maniera di ricrearsi con il gioco di carte chiamate Tarot”, dove con “gioco” non intende più quello da presa, che veniva svolto nelle taverne italiane del 1500, bensì quello della divinazione. [4]. Il suo è ritenuto generalmente il primo mazzo completo con i significati divinatori, che verranno poi presi ad esempio per i secoli a venire.
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| Riproduzione moderna del mazzo di Etteilla, Libro di Thoth |
Da qui, credo che il resto sia una storia già conosciuta: Mille Lenormand diviene una famosa veggente di Parigi, che si serve con tutta probabilità del mazzo Etteilla (poiché ricordiamo che le attribuzioni a Lenormand dei mazzi di Sibille che abbiamo oggi in commercio sono tardive); abbiamo vari autori, come Wirth e Papus che, insieme alle loro analisi, riportano comunque e sempre i significati divinatori, fino ad arrivare al mazzo RWS, con il "Pictorial Key to the Tarot" di Arthur E. Waite, che mostra come interpretarlo e di cui troviamo un suo breve riassunto in tutti i mazzi ancora in vendita oggi.
TAROLOGIA
Nello spiegare BENE che cosa si intenda per Tarologia il discorso si complica un attimo, poichè questo termine può indicare diverse cose: ci tocca procedere con calma, in modo da poter essere più precisi possibili circa la sua storia.
Innanzitutto, secondo le nostre fonti, il termine “tarologia” nascerebbe negli anni ’80 del Secolo scorso con uno scopo: quello di definire il campo di ricerca in merito ai Tarocchi (la storia, l’arte, la simbologia…). Oggigiorno, per intendere questo tipo di approccio di ricerca al Tarocco si preferisce però il termine “Taropedia”, poiché “Tarologia” viene automaticamente associato all’approccio evolutivo, quello ideato da Alejandro Jodorowsky, di cui abbiamo parlato qui. [1]
Possiamo quindi dedurre che con “tarologia” si può intendere cose diverse: da un lato, l’interesse verso l’analisi del Tarocco, dall’altro l’approccio pratico “psicologico”. Proprio per evitare confusione, per chiunque stesse leggendo suggerisco quindi di specificare: usiamo “tarologo” (se non vogliamo usare “taropedista”) se vogliamo intendere lo “studioso”; usiamo “tarologo evolutivo” se intendiamo chi utilizza l’approccio Jodorowskiano.
Essendo che, dunque, parliamo di due cose diverse, dovremo esaminarle entrambe!
TAROLOGIA INTESA COME “CAMPO DI RICERCA”
Assurdo ma vero, esistono persone che sostengono che la Tarologia nasca in questi termini, come concetto, già nel 1400, in concomitanza con la nascita del mazzo. Quando ho sentito questa affermazione, ho subito richiesto le fonti in merito poiché a me non risulta che nel 1400, quando i Tarocchi si chiamavano ancora Trionfi (il termine “Tarocchi” nasce dopo…chissà in che modo un concetto di tarologia, di cui il termine deriva da tale parola, potesse essere già esistente!) ed erano usati presso le corti come carte da gioco, esistesse già una disciplina che si occupasse di studiare il mazzo. Mi sono state fornite, dopo diverse richieste, fonti che, come volevasi dimostrare, non affermassero da nessuna parte, in modo certo e diretto, che la tarologia nasca nel Rinascimento, ma da quel che ho capito, la persona che sosteneva questa tesi intendeva semplicemente che già da allora i Tarocchi nascondessero qualcosa e che fossero più di semplici figure.
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| Il quadro dei giocatori di Tarocchi, sui muri del palazzo sforzesco |
Che i Tarocchi fossero già dal momento della loro creazione allegoria di altro è una tesi riconosciuta e sostenuta dai più: il solo fatto che si chiamassero “Trionfi” li lega, secondo gli storici più affermati, ai famosi Trionfi del Petrarca [5]; altri sostengono che le varie figure fossero rappresentazioni di figure socio-culturali dell’epoca e alcuni Arcani, sembrerebbero addirittura raffiguranti persone realmente esistite [6]!
Ma innanzitutto, noi non abbiamo la certezza matematica che ciò significasse davvero qualcosa (lo studioso M. Dummett, ad esempio, vede nei Tarocchi null’altro che un mazzo di carte da gioco, senza altri fini… consiglio la sua opera "Game of Tarot: from Ferrara to Salt Lake City" per approfondire); in secondo luogo, la tendenza umana nell’aver visto segni, simboli e significati nei Tarocchi si traduce in modo significativo solo alla fine del 1700, con A. Court de Gébelin, che inizia a darci le prime spiegazioni su cosa i Tarocchi potessero celare [7]
Tuttavia, noi sappiamo anche che le teorie degli esoteristi (da De Gébelin a Arthur Waite e Crowley) non sono basate su fatti storici: per poter parlare dunque di ricerca strutturata, basata su fonti e reperti, dovremo aspettare gli anni ’80 del 1900, proprio con i primi studiosi che tutt’oggi conosciamo ed apprezziamo – Dummett, Vitali, Berti, Greer, etc. E, guardate caso, come menzionato poc’anzi, gli anni ’80 sono proprio il periodo in cui il termine nasce, poiché fino ad allora, l’esigenza di etichettare questo approccio, è evidente che non esistesse…forse perché l’approccio stesso non esisteva?
TAROLOGIA EVOLUTIVA
Sinceramente, credevo che nessuno di coloro che conoscesse (e addirittura praticasse) questo approccio, avesse dubbi in merito: la tarologia evolutiva, infatti, è un approccio di impronta junghiana che viene ideato da Jodorowsky e Camoin alla fine degli anni '90 del Secolo scorso e che trova diffusione dal 2004 in poi, con la pubblicazione de “La via dei Tarocchi”[1 - 8].
E invece NO, cari miei! Noi pensavamo che fosse sufficiente l’evidenza! Pensavamo che fosse sufficiente il fatto che l’approccio evolutivo si basi sulle teorie junghiane (e che quindi, prima di queste, non potesse esistere per forza di cose…) per avere la certezza che tutti concordassero.
Devo deludervi, purtroppo… perché ultimamente, non si sa in che modo, è iniziata a circolare la credenza che a ideare questo approccio sia stato Arthur Edward Waite, il quale (a detta di queste persone) NEGÓ la funzione divinatoria dei Tarocchi e sostenne che i Tarocchi andassero usati per esplorare il sé.
Converrete con me che è giunta quindi l’ora di fare chiarezza, una volta per tutte!
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| Il famoso mazzo "nato per la Tarologia" prima che la Tarologia nascesse... |
1) CRITICARE = NEGARE
Arthure Edward Waite non ha mai negato la divinazione, tant’è che nella sua opera “The pictorial Key to the tarot” (per quanto “commerciale”, come direbbero taluni, e piena di imperfezioni, anche storiche) riporta tutti i significati divinatori dei 78 Arcani, Maggiori e Minori. Se Waite avesse negato il ruolo divinatorio delle carte, quale sarebbe stato il senso di farlo?
Quel che è vero è che Waite, come scritto anche nell’opera citata, riteneva
che l’utilizzo divinatorio fosse un utilizzo limitato dei Tarocchi, definendolo
un uso “inferiore”, poiché secondo lui essi contenevano quella che, per tutto
il suo scritto, definisce “Dottrina Segreta”.
Deduciamo, ergo, che Waite NON NEGAVA che i Tarocchi, compreso il mazzo RWS, potessero essere usati per prevedere la fortuna, ma sosteneva che si potesse fare di essi un uso senz’altro migliore. [9]
2) APPROCCIO MISTICO/SPIRITUALE
vs APPROCCIO EVOLUTIVO/PSICOLOGICO
E “l’uso migliore” di cui parlo è un qualcosa che, di certo, non nasce con Waite (infatti, credo che queste attribuzioni vengano fatte perché chi le fa conosce giusto il mazzo RWS): per farla molto breve, infatti, con questo si intende la visione dei Tarocchi come un mezzo di iniziazione spirituale e mistica. Lo sosteneva Waite, in concordanza col pensiero della Golden Dawn, così come, prima di lui, l’han sostenuto tutti gli esoteristi che hanno preso in esame questo strumento, risalendo al già citato De Gébelin! E credetemi: lo sostiene anche chi, come ad esempio me, usa i Tarocchi per la divinazione ma, al contempo, si interessa anche di quel che è oltre il “velo” (sempre per citare il nostro amato Arturo).
Il problema è che l’approccio mistico, che, per citare Lévi, vede il Tarocco come una Clavicola contenente i saperi dell’universo, NON È l’approccio tarologico evolutivo dei coach olistici che hanno letto Jodo!
Sono due cose diverse che hanno fini diversi, per quanto, di base, simili:
entrambi, di fatti, mirano ad usare il Tarocco per l’evoluzione personale e
vanno “oltre” la mera divinazione, ma l’approccio esoterico lo fa su un piano
spirituale, aggrappandosi a delle credenze di tipo esoterico e di culto, nel
pratico meditando sul simbolo e seguendo le varie correlazioni tra gli Arcani e
altre discipline (l’aleph-bet, lo zodiaco, la Kabbalah…); quello evolutivo lo
fa su un piano psicologico, aggrappandosi alle teorie junghiane e usando il Tarocco come specchio della psiche umana nel pratico!
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| Da: faithforthought.wordpress.com |
“Eh ma Jung era un iniziato!” – sì, ho sentito anche questo. A parte il fatto che questa affermazione non trova davvero un riscontro da alcuna parte, per quanto sicuramente egli aveva un interesse circa le discipline esoteriche, ma anche se fosse, torniamo sempre al punto già esaminato anche in questo articolo: la visione di Jung non come un uomo di scienza (come egli stesso si riteneva) ma come uno psico-mago spirituale, santone dei giorni nostri. E ciò è profondamente sbagliato!
Jung può aver ripreso certi pensieri delle dottrine esoteriche, anche
quelli che affermavano che i Tarocchi nascondessero altro, e poteva pure
praticare la meditazione, l’ho’ponopono e il ballo del canguro australiano
sciamanico, per quel che ci interessa ma sta di fatto che le sue teorie sugli
archetipi, nonostante non possano rientrare nel vero rigore scientifico, si basavano su empirismo, osservazione e ricerca e non su mere credenze personali ed esperienze mistiche, come quelle esoteriche!
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| Da: the-artifice.com |
E l’approccio tarologico evolutivo, che viene ideato da Jodorowksy, si basa su QUELLE, poiché vede, come già detto e già scritto anche in questo articolo dedicato, i Tarocchi come come specchio che proietta, durante il consulto, la psiche del consultante, il quale aiutato dal tarologo (l’interprete) riesce a “vedere” ciò che ha dentro e, potenzialmente, a conoscersi meglio per poter stare meglio con sé stesso!
Ergo, potremmo dire, se proprio, che l’approccio esoterico sia una sorta di parente lontano della tarologia evolutiva, ma non possiamo affermare che siano la stessa cosa; di conseguenza, non possiamo farle risalire allo stesso periodo: la tarologia evolutiva ha degli ideatori ben specifici che hanno iniziato a lavorare su tale approccio alla fine del Secolo scorso, quando i primi studiosi hanno iniziato seriamente a dare importanza al collegamento Tarocchi-psicologia (per approfondire, ri-linko il mio articolo in merito a Jung).
CONCLUSIONE
Credo che non ci fosse nemmeno bisogno di scrivere un articolo, perché la cosa era ovvia già dal principio: la Taromanzia, o comunque la divinazione coi Tarocchi, nasce sicuramente DUE SECOLI PRIMA rispetto alla Tarologia e alla Tarologia Evolutiva, se non prima! E se questa evidenza storica dà fastidio o sembra compromettere la vostra professionalità, ricordate sempre che: ammettere di apprezzare e attuare un approccio moderno non è una sconfitta – l’importante è essere sempre onesti ed essere, quanto meno, esperti in merito, soprattutto se si vendono servizi…perchè l’evidenza storica, per chi è onesto, non è una minaccia ma lo è, ahimè, solo per chi vorrebbe riscriverla a piacimento per tornaconto personale.






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