Tarocchi di Marsiglia VS Tarocchi Rider Waite Smith: la grande antipatia tra i due mazzi più famosi!

I Tarocchi Rider Waite Smith sono un gioco per bambini” – sembra una frase pronunciata da un inesperto, uno che dovrebbe posare il fiasco e uscire da Tiktok...ma se vi dicessi che a pronunciarla è stata, su un social, una persona considerata ad oggi esperta e maestra rinomata in tutto il mondo di Tarocchi?

Un gioco?” ribatte qualcuno “io non farei mai giocare un bambino con uno strumento oscuro e intriso di linguaggio massonico”. E no, anche stavolta non si tratta del commento di un invasato ma del proprietario di una piccola casa editrice di Tarocchi che produce mazzi manualmente.

Cosa hanno in comune queste due persone?

Sono entrambe grandi estimatori del Tarocco di Marsiglia!

Nel mondo dei Tarocchi esiste infatti una specie di faida quasi silente tra chi utilizza il mazzo Marsigliese e chi usa il mazzo Rider Waite Smith (qui chiamato comodamente RWS)!


LE ORIGINI DELLA GRANDE DIATRIBA

Alla base di questa ostilità vi sono diverse ragioni di carattere storico, tra miti e realtà. Il Tarocco di Marsiglia infatti ha una storia secolare, che affonda radici nel XVII Secolo. Sebbene nelle diverse versioni presenti alcune differenze stilistiche, il mazzo ha sempre mantenuto, dal 1600 al 1900, una sorta di integrità: abbiamo sempre 78 carte, sempre con le stesse figure, sempre con lo stesso sistema numerico, sempre con la stessa differenziazione tra Arcani Maggiori (raffigurati) e Arcani Minori (semi “nudi”, senza figure). Queste cose iniziano a prendere una piega diversa durante il periodo d’oro del Tarocco esoterico: iniziano a essere introdotti simbolismi palesemente massonici e kabbalistici, i nomi degli Arcani iniziano a essere ufficialmente cambiati (il Papa che diventa Ierofante, il Bagatto che diventa Mago, i Denari che diventano Pentacoli…), addirittura si invertono le carte “a piacimento” (la Forza e la Giustizia nell’ambiente britannico, o vogliamo menzionare il mazzo di Ettailla, dove l’ordine numerico si stravolge?), per non parlare del cambio maggiore ossia quello sugli Arcani Minori, che da anonime carte diventano delle piccole opere d’arte dettagliate e altamente intuitive.

Alcune delle suddette modifiche che distinguono Marsiglia e RWS

Tutti questi cambiamenti non sono stati introdotti in maniera originale SOLO a partire dal RWS, ma chi se la prende con tutto ciò usa tale mazzo come capro espiatorio perché (diciamo le cose come stanno) è quello che in assoluto è diventato il più popolare tra quelli che vedono tali modifiche, talmente popolare da aver gettato un’ombra sul mazzo Marsigliese ed essere diventato il preferito di diverse generazioni di nuovi cartomanti e amanti di Tarocchi che lo considerano IL mazzo di Tarocchi per eccellenza… e  gli estimatori del Marsiglia NON CI STANNO!

IL CONFLITTO: GLI AMATORI DEL MARSIGLIA E DELLA TRADIZIONE

Nonostante il mazzo RWS sia artistico e bello (sia da usare che da vedere) dobbiamo quindi ammettere che, oggettivamente, è diventato il simbolo della modifica di una serie di connotati che per lungo tempo sono rimasti immutati e questa cosa a moltissimi non è piaciuta, soprattutto in Francia e soprattutto a chi si è riproposto di voler recuperare il simbolo originario del Tarocco, dovendolo spogliare di tutto quello massonico appiccicatogli sopra da Waite e Smith.

Per esempio, Carl Gustav Jung, quando si interessò al Tarocco affermò che l’unico mazzo da prendere in riferimento per le sue ricerche dovesse essere il Marsigliese di Grimaud, proprio perché, all'epoca, la riproduzione più fedele di quello che era il Tarocco di Marsiglia antico e il più funzionale relativamente alla teoria degli Archetipi: non ho fonti certe che dicano che il RWS (o un Wirth piuttosto che un Papus) non andasse bene, ma è altamente possibile che la motivazione fosse proprio nella sua distorsione rappresentativa di tali archetipi. 

Questa linea di pensiero venne sposata dagli ideatori del metodo tarologico-evolutivo (guardate caso, francesi o con grandi legami con la Francia, di cui il Tarocco di Marsiglia è simbolo): Camoin e Jodorowsky idearono un loro mazzo Marsigliese, sempre sulla base di quelli antichi; Jodorowksy , nel suo celebre libro “La via dei Tarocchi” sostiene di aver gettato il mazzo di Waite (come lo chiama lui) dopo che il poeta surrealista Breton, in uno dei suoi incontri, lo definì “ridicolo” e privo di profondità e, per tutto il corso dell’opera, non spende che aspre parole nei suoi confronti, assieme alla co-autrice Marianne Costa, che – assicuro -  non la pensa tanto diversamente. Concludiamo la lista con alcuni artisti e riproduttori di mazzi Marsigliesi recenti, i quali, come scritto nei primi paragrafi, sostengono addirittura che il RWS sia quasi “maligno”, volendo avvicinare coloro che lo usano – consapevolmente o meno – a una specifica dottrina massonica, che chissà cosa nasconde nel profondo, o a coloro che vedono un legame al famoso Culto di Saturno legato al mazzo dei Sola Busca (di cui abbiamo parlato in questo articolo), perché sappiamo che Smith si rifece ad alcune sue lamine per la rappresentazione dei suoi Minori!

Copia del Marsiglia di Grimaud

CHI PREFERISCE LA COMODITÁ E LA MODERNITÁ DEL RWS

D’altro canto, sarà interessante sapere che questo conflitto non viene alimentato solo da grandi pensatori e artisti contemporanei e del nostro tempo: c’è anche da considerare il lato della medaglia composto dalle nuove generazioni di cartomanti e tarologi!

Tempo fa mi è capitato di guardare il video di una creator americana molto famosa nel mondo dei Tarocchi, dove venivano mostrate le principali e basiche differenze tra i due mazzi. Quel che mi ha colpito in particolare è stato che questa ragazza, per distinguere il RWS e i mazzi moderni dal Marsiglia utilizzava rispettivamente i termini “Tarot” per indicare i primi e “Marseille” per indicare il secondo, quasi come se il Marsiglia non fosse un mazzo di Tarocchi!

Avendo visto poco sopra che per molti il Marsiglia è il SOLO, VERO e UNICO Tarocco questa cosa ha un che di assurdo.

Al di là di questa peculiarità, comunque, è innegabile dire che il cartomanti e i tarologi odierni, che sono diventati famosi sui social con la famosa “Tarotmania” del 2020 (e che leggono le carte da circa quel periodo), spesso e volentieri non hanno mai nemmeno toccato un mazzo Marsigliese, proprio perché quel che Breton e Jodorowsky criticavano come “ridicolo” e “pacchiano” è ciò che viene da loro considerato il vero punto di forza del RWS, che lo rende intuitivo, immediato e facile da leggere.   

Ovviamente non dobbiamo dimenticare che si tratti di una pura apparenza: come già abbiamo avuto modo di vedere in questo articolo il mazzo RWS non è un oracoletto fatto per essere interpretato unicamente a sensazione e se davvero si andasse al di là dei semplici disegnini sugli Arcani Minori si scoprirebbe un mondo costellato di ragionamenti e collegamenti molto più complessi.

Il mazzo RWS

TRA I DUE LITIGANTI, INFINE…

A mio parere modesto, nessuno dei due ha ragione pienamente. Io utilizzo ben volentieri entrambi i mazzi e so leggerli sia per fini divinatori che evolutivi, scegliendo quale usare a seconda del momento e credo che le critiche provengano, per la maggior parte, da un’ignoranza di fondo. 

Definire il Tarocco RWS come “gioco per bambini” o “ridicolo” solo perché le sue immagini sono immediate e non invitano, a un primo occhio, alla meditazione e riflessione profonda mostra, a mio avviso, una scarsa conoscenza delle motivazioni che vi sono state dietro alla scelta di raffigurare le carte in determinate maniere, alla scelta dei colori, dei dettagli, dei personaggi… peccando anche di senso artistico (sappiamo che Pamela Colman Smith non solo era un’artista ella stessa ma mescolò l’arte pittorica e quella scrittoria e teatrale per rappresentare il suo mazzo!). 

Chi definisce, al contrario, il mazzo di Marsiglia come incomprensibile e complesso, mostra la propria superficialità di interesse verso il Tarocco stesso, poiché basterebbe prenderlo in mano e iniziare a usarlo e maneggiarlo per connettersi con la sua composizione e con il suo simbolismo, oltre al fatto che vi siano fior di fonti che si possono usare per agevolare questo lavoro. 

Coloro che, infine, parlano di un “linguaggio massonico nascosto” legato al RWS hanno quasi ragione (salvo i fanatici del “culto di Saturno”… quello ha poco senso anche col mazzo Sola Busca per me!), nel senso che il Tarocco RWS fa parte della corrente dei “Tarocchi esoterici”, quei mazzi, ossia, che in modo riconosciuto sono stati creati in un certo modo per occultare un linguaggio e un simbolismo specifico… ma dobbiamo sempre ricordare che nonostante non esista, ad oggi, alcuna fonte che attesti un linguaggio nascosto nel Tarocco di Marsiglia, non si può escludere a priori che anch’esso nasconda qualcosa del genere, quindi cosa ci vieta di pensare che non sia così? E se il non sapere cosa occulti davvero il Tarocco di Marsiglia li rendesse più massonici e “pericolosi” del RWS addirittura? Io non lo credo, ma non è un’ipotesi da escludersi a priori!

Voi cosa pensate invece? Siete più team RWS, Marsigliese o vi piacciono entrambi?

Abadessa Devina

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